Live Report Pop X

Venerdì 17 febbraio (si non sono superstizioso) sono andato al Deja Vu a Sant’Egidio alla Vibrata (TE) ad assistere al concerto dei POP X. Il locale era davvero molto carino con una parte pub-bar e un’altra adibita ai concerti che conteneva al massimo duecento persone. Inutile dire che era pieno. L’entrata costava cinque euro, quindi non una esagerazione. Il fatto però, che una parte di quei soldi sia andata ad una persona che ha aperto il concerto suonando 20 (venti !) minuti facendo solo cover (pratica da rendere incostituzionale in tutto il mondo) mi ha fatto un po’ storcere il naso. Tralasciando questo il concerto era previsto per le 21:30 ed è iniziato alle 23:30, prassi che per chi frequenta questi posti sa di essere molto comune. Avevo avuto modo di ascoltarli già al Bradipop di Rimini tempo fa ma qui hanno dato il loro meglio, anche dovuto al fatto che era un ambiente più congeniale al tipo di performance dei POP X. Per chi li ha ascoltati solo attraverso i loro due dischi all’attivo, nonostante i quasi 15 anni di attività, non sa che il loro meglio lo danno proprio nel live. Assistervi è una esperienza che libera il pubblico dei propri istinti più animaleschi e non ci vuole molto a capire il perché. Panizza fa il suo solito, canta e mette su le basi musicali sul suo computer, gli altri, i percussionisti (?), fanno il casino sul palco e fuori, coinvolgendo il pubblico. Il tutto è guarnito come al solito di video assurdi fatti in una computer grafica elementare, che questa volta proiettava dietro di loro ambulanze che si schiantavano fra loro. Cominciano subito con i loro pezzi più famosi “Cattolica”, “Secchio” e “Madamadorè” e la folla, me compreso, inizia già a ballare e lasciarsi andare al pogo. Durante tutto questo vediamo i percussionisti suonare veramente di tutto, dai fusti di birra ad uno skateboard ! Il pubblico ne vuole sempre di più ma loro inaspettatamente mettono su pezzi lenti e poco conosciuti del loro repertorio ma comunque godibili. Poi ripartono con “Froci della Nike” e qui su cosa sia successo me lo devo spiegare anche io. Tra stage diving, luci psichedeliche e parti intime un po’ troppo in bella vista (le mutande sono comunque restate su), anche io ho fatto fatica a concentrarmi sulla performance. Dopo due ore di concerto i POP X ci salutano con “Drogata Schifosa” e soprattutto con “Io Centro con i Missili” e qui il pubblico ha raggiunto il suo personale orgasmo. La serata si conclude con varie contusioni sul mio corpo e una bacchetta regalatami da uno dei percussionisti. Questi POP X dovrebbero essere per le sonorità che propongono (richiamano molto la dance anni Novanta) abiurati dalla musica indipendente italiana. Eppure non si riesce a smetterli di ascoltare, forse perché finalmente abbiamo capito che essendo una società liquida anche la musica dovrebbe esserlo, liberandoci di schemi e confini che prima sembravano insuperabili.

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