Intervista a Gileno

Iperprolifico e puntiforme (suona in due band differenti), Riccardo Gileno si propone questa volta in veste cantautoriale. I punti di riferimento non sono quelli del cantautorato italiano. A chi sono piaciuti artisti come Jeff Buckley, Bon Iver, Nick Drake o Damien Rice, beh… questo esordio piacerà di sicuro. Anche perché questa volta Gileno usa la musica come terapia. Dopo essere caduti, uno cerca di rialzarsi. Gileno lo fa bene… E la maledizione scompare a suon di melodie.

 

1) Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?

Ciao a tutti! Mi chiamo Riccardo Gileno, vengo da Trieste e provo a fare il cantautore.

 

2) Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?

Diciamo che di influenze ne ho moltissime però quella principale e che è stata anche più ricorrente negli anni è sicuramente Jeff Buckley. Per quanto riguarda i dischi che consiglierei mi permetto di menzionarne due, uno italiano e uno estero: quello italiano è sicuramente “Una Somma di Piccole Cose” di Niccolò Fabi, uscito nel 2016 e, per quanto mi riguarda, disco dell’anno con distacco. Un disco veramente completo con testi e arrangiamenti spettacolari. Il disco estero invece si chiama “Kairos” ed è un lavoro di Sam Brookes, artista che ho conosciuto da poco ma che mi ha subito colpito molto. Lo consiglio vivamente.

 

3) Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?

La prima cosa che mi sento di dire parlando di The Curse è che è un lavoro molto personale. Quasi all’estremo. Le quattro canzoni rappresentano e riprendono cose di me e situazioni di cui probabilmente farei fatica a parlare se non musicandole. In realtà, è nato molto tempo fa perché alcuni dei pezzi sono stati scritti o iniziati anni fa, però è stato prodotto di getto, nel giro di un paio di mesi, da me e il mio amico e ottimo musicista Matteo Brenci. E ne sono contento, perché il risultato è per me molto soddisfacente: riesce a riprodurre quella scarnezza che avevo in mente.

 

4) Quale é l’artista più sopravvalutato e quello più sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perchè?

Non mi permetterei mai di etichettare un artista come sopravvalutato perché non credo di essere in possesso delle facoltà e dei criteri di valutazione necessari per farlo. E probabilmente non lo farei nemmeno se li avessi. Invece l’artista più sottovalutato, anche se potrà sembrare una menzione “anacronistica”, secondo me è Ivan Graziani. Un cantastorie che secondo me sta al passo con i cantautori più grandi della musica italiana, ma che molto spesso non viene ricordato. Per ciò che concerne la musica italiana d’oggi, non me ne vengono in mente molti di artisti sottovalutati, però posso sicuramente ricordare chi mi piace molto: Bianco, The Sleeping Tree, Giorgieness, Lorenzo Gileno (mio fratello) e Chiara Vidonis.

 

5) Progetti per il futuro?

L’obiettivo principale al momento è quello di portare in giro il progetto The Curse e farlo sentire dal vivo il più possibile. In cantiere c’è la preparazione di un LP che mi aspetta, ma l’idea è di pubblicarlo a inizio 2019.

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