Intervista ME vs I

Esordio discografico per i Me vs I, il trio di Padova composto da Matteo Brunoro alla voce, Alberto Baldo alla chitarra e Francesco Baldo alla batteria. Il disco, Never Drunk Enough, uscito lo scorso 6 aprile (registrato e mixato da Daniele Ferretto) è un concentrato di hardcore, stoner e punk. Noi di Ondalternativa li abbiamo incontrati per conoscerli meglio e sentire cosa hanno da raccontarci riguardo a questo progetto ancora agli albori, ma con lo sprint giusto per tracciare buoni risultati.

Prima di tutto, ciao ragazzi e benvenuti su Ondalternativa. Iniziamo con il chiedervi una domanda banale, ma sempre efficace: come nasce il vostro progetto? Quand’è che vi siete resi conto che avevate qualcosa da comunicare e volevate farlo insieme?
Ciao Francesca, piacere di conoscerti. Il nostro progetto parte un po’ per scherzo, tutti e 3 eravamo impegnati in altri progetti musicali con generi un po’ differenti ed avevamo bisogno di una nuova boccata d’aria. Una sera abbiamo deciso di mettere in piedi questa band con la regola che ognuno ha un ruolo diverso nella band, una voce, una chitarra ed una batteria, in modo tale da non avere conflitti. Ci siamo resi conto del potenziale e che volevamo comunicare qualcosa dopo l’uscita del primo video, siamo in 3, due fratelli ed il cantante, ma è come fossi una sola persona, siamo riusciti a trovare un’alchimia perfetta.

Cosa significa esattamente Me vs I per voi? Chi ha scelto il nome?

Il nome è stato deciso assieme, e il tutto è partito con un idea di riscatto verso qualcuno, nello specifico un riscatto verso noi stessi. Da lì poi tutto il contorno che si basa su contrapposizioni riferite ai concetti dei testi, vogliamo che chi ascolta la nostra musica si faccia un’idea personale ma soprattutto vogliamo suscitare reazioni diverse in ogni persona. Regaliamo dell’argilla in modo che chiunque possa costruirci qualcosa, un qualcosa diverso per ogni persona.

Partendo dal nome e passando in rassegna la tracklist dell’EP, è chiaro che tutto il vostro progetto si gioca per contrasti antitetici. Alto e basso, caos e ordine, scontri interni di
personalità sdoppiate e dispositivi utili quanto viziosi. Troveranno una risoluzione prima o poi queste collisioni alla deriva con la società e con l’animo umano?

Siamo del parere che ognuno affronta in modo personale questi contrasti, e siamo anche a conoscenza del fatto che di fronte a questi concetti contrastanti bisogna prendere posizione, posizione che non è uguale per tutti. Noi per ora ci limitiamo a metterli in evidenza e a ragionarci.

Vi siete più volte descritti musicisti diretti e senza compromessi da accettare. “Prendere o lasciare” avete dichiarato in uno dei comunicati stampa che anticipano l’uscita del disco. Se
decidiamo di prendervi allora, cos’è che ci aspetta?

Prenderci dà la possibilità di entrare in contatto con nuove sonorità a livello musicale, di entrare in contatto con il nostro mondo fatto di contrapposizioni. Quello che vogliamo è che la nostra musica venga interpretata da ogni persona in maniera più personale possibile, di modo che chiunque possa rispecchiarsi nelle situazioni descritte nei nostri testi e trarne le proprie conclusioni, diciamo che se ci accettate dovrete fare i conti con voi stessi.

La vostra musica è stata definita “hardcore in chiave stoner”, crossover di post-hardcore e punk. Voi come vi definireste?
Dare una definizione è difficile, quella che ci è stata data musicalmente rispecchia in pieno la nostra Tracklist, per dare una nostra definizione possiamo dire che l’hardcore ci serve per essere diretti e incisivi, tutto il resto ci è necessario per poter arrivare un po’ a tutti.

Avete live in vista? Come vi state preparando per la promozione dell’album?
Al momento stiamo cercando di chiudere qualche concerto per l’estate e per l’inverno. Per la promozione dell’album noi lavoriamo tanto con i social, principalmente Facebook ed Instagram, dove cerchiamo di tenere sempre aggiornata la nostra fan base e cercare di attirare nuovi appassionati del nostro genere, con video e foto.

Finiamo nel modo banale con cui abbiamo iniziato: progetti per il futuro?
Progetti per il futuro che non è molto futuro, stiamo scrivendo già un nuovo album, prendendo molta ispirazione delle esperienze che abbiamo fatto in questo primo anno di Me vs I che è stato fantastico e sopra ad ogni nostra aspettativa.

Buon lavoro, ragazzi e grazie per la vostra disponibilità,

A cura di Francesca Mastracci 

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