Flaco Punx – Coleotteri

Flaco è tornato, è tornato in versione Flaco Punx e con un nuovissimo album di 10 brani potenti e veloci, “Coleotteri”, disco realizzato con raccolta fondi on line e poi prodotto da una piccola etichetta milanese, la Rocket Man Records. Sicuramente c’è tanta attesa per il suo lavoro, le chiacchiere, i pettegolezzi, le polemiche si sono rincorsi per parecchio tempo, d’altronde Flaco ha una lunghissima storia nel punk, figura storica di questo genere musicale in Italia, cofondatore e paroliere dei Punkreas, 25 anni di musica e testi di protesta, un divorzio che non è stato digerito bene da tanti, ma che ora sembra superato da entrambe le parti, la curiosità rimane sempre alta attorno alla vicenda, ma questo album porta pace in questa situazione, le strade si sono separate, ma non abbiamo perso nessuno. Flaco rimane Flaco, il suo stile si avverte chiaramente in tutto l’album, ma nello stesso tempo non ha niente a che vedere con una minestra riscaldata, è un album di crescita e cambiamento, lo stile rimane, ma è più deciso, più complesso, con influenze varie, dub e reggae. La protesta è il filo che lega le canzoni, tra di loro tutte diverse e molto dure nei pezzi più punk. Flaco scherza poco, l’ironia è sottile, si parla di argomenti seri senza cadere nella pesantezza, ma anche senza facili battute attira risate. “Su territori diventati fortezze, alziamo muri che crediamo invalicabili, gente che scappa da guerre e tristezze ci fa sentire totalmente vulnerabili, la propaganda si mobilita e incalza, chiama allo scontro tra le opposte civiltà, mettimi in testa l’elmetto d’ordinanza e riempilo con tutte le tue false santità, siamo l’esercito inconsapevole, la nostra guerra è già perduta, inutile combattere, sotterra gli obici, cancella i debiti, non c’è più gusto quando il costo del progresso è la pietà”, è una parte del testo di “Scura”, in questo caso Falco scatta una foto della situazione. Nell’album si affronta anche il tema del terrorismo con “Testata Nucleare”, si parla di sesso, amore, sperimentazioni sul Dna, è un lavoro che affronta molti argomenti e lo fa in modo preciso e diretto. “Dio è morto” in “Codice Rosso”, il punk invece vive, vive attraverso i testi e la musica potente di Flaco, c’è spazio anche per una critica antiamericana in “Zona d’Influenza”, ma una critica più costruttiva rispetto ai soliti testi. In poche parole Flaco riesce ad aprire nuovi immaginari e a trattare per punti argomenti molto spinosi e lo fa con un occhio più attento e approfondito. Non abbaia insulti e rabbia, parla e ci racconta con canzoni “foto” quello che sta accadendo, tira fuori una consapevolezza che è sempre più appannata dai poteri forti. Un album da raccomandare a chi ama il punk più puro, ma anche a chi ama le contaminazioni, musica che sembra quasi leggera per come si ascolta bene, ma che mostra il talento compositivo e creativo di un uomo che non si limita a guardare il mondo, ma che lo studia e cerca di trovare il senso e le ragioni di certi accadimenti. Non è il punk di “Destroy”, è il punk che tiene alta l’attenzione e che tiene acceso il cervello.

Tracklist

1) Gorky

2) Bubblegum

3) Coleotteri

4) Codice Rosso

5) Dodici Ore

6) Scura

7) La Canzone di Adamo

8) Zona d’Influenza

9) 1861

10) Testata Nucleare

A cura di Valentina Ferrari

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