Intervista a Eliamo

Stefano Eliamo è un cantautore e un produttore di origini siciliane. Nella sua musica ha da sempre affrontato temi come il distacco, la nostalgia, la solitudine, la follia e molto spesso il tema del viaggio. A seguito di molte esperienze di vita all’estero, le sue canzoni hanno da sempre subìto numerose influenze, passando dai suoni irish di “Intermittent Lights, 2013” all’elettro pop di “Hello World, 2015”. Nel 2017 ha da poco pubblicato il suo terzo album, “Universi Alternativi”, un lavoro maturo di genere pop/rock stavolta in lingua italiana, anticipato dal singolo “Brucia” disponibile su tutti i digital store.
1)Ciao!! Presentati. Da dove vieni, chi sei?
Ciao, sono Stefano Eliamo, sono un cantautore e producer di origini siciliane. Sin da quando ero piccolo volevo cantare e adesso sto lavorando sodo e investendo moltissimo per tentare di realizzare il sogno di fare della mia musica il mio lavoro.
2)Quale è l’artista che maggiormente ti ha inspirato? Sapresti consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritieni veramente degno di nota? Perché?
Sono stato da sempre molto influenzato dalla musica rock/pop angloamericana, in particolar modo dalla musica degli U2. Me ne innamorai a primo ascolto quando sentii l’intro di
Where the streets have no name dell’album The Joshua Tree. Avevo solo 4 anni e passavo il tempo a giocare con i pupazzi come fanno tutti i bambini di quella età. Ma da quel momento in poi, anche la musica entrò nel mio mondo immaginario e ci è rimasta.
Credo che il senso della musica, nel corso del tempo, sia andato sempre più a perdersi a ragione della sua commercializzazione. Prima i dischi rappresentavano degli oggetti quasi sacri da possedere, ascoltare e collezionare. Internet ha portato molti vantaggi ai produttori di musica ma al contempo, con la fruibilità liquida musicale, ha reso questa arte banale, quasi scontata. Quindi, tutto il panorama musicale ha cominciato a zoppicare e ancora oggi a dettare le regole sono proprio i gruppi storici di altri tempi che ancora rimangono e non mollano la presa. Non nascondo che negli ultimi 5 anni, un disco che ho veramente trovato interessante è stato proprio Songs Of Innosence degli U2 perché sono tornati alla musica sofisticata e studiata nei dettagli. Però forse l’album più geniale di tutti è stato il postumo Blackstar di David Bowie. Mi ha veramente toccato nel profondo l’idea che Bowie avesse progettato questo album come testamento e lo avesse composto con la consapevolezza che non ne avrebbe nemmeno visto i risultati, né tantomeno i guadagni. Per cui si tratta di un album di arte pura e per questo ha tutta il mia stima e ammirazione.
3)Parlaci un pochino del tuo ultimo lavoro. Come è nato?
Universi Alternativi è nato praticamente sotto la doccia. Avevo scritto una poesia da pochi giorni, si chiamava Tramonto di un falso mito e un giorno, mentre l’acqua calda mi bagnava il corpo, mi venne in mente il ritmo di quella poesia e mi accorsi che avrei potuto musicarla benissimo. Appena fuori dalla doccia, era nata La Dea e da quella canzone si è poi sviluppato un percorso artistico di due anni. Chi ascolta Universi Alternativi si accorge che si tratta di un album di introspezione e di astrazione. Non descrive scene di vita quotidiana alla luce del giorno, ma ne descrive le ombre. Potrei dire che si tratta di una specie di rock psicoanalitico. Più o meno così descriverei il mio genere.
4)Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perchè?
Non esistono artisti sopravalutati, ad essere sopravalutati sono i prodotti. Certo, è brutto vedere Rovazzi avere milioni di visualizzazioni su YouTube, ma purtroppo siamo andati a finire lì. Rovazzi non sarà un cantante, non sarà un artista, però sicuramente rappresenta un prodotto musicale che al di là di tutto funziona per il mercato musicale di oggi e questo è ciò che conta. Il problema non è la musica, il problema è che si è spostato l’asse di interesse per colpa di una certa elitè che ha deciso di convincere la gente che la musica può vendere solo quando diventa demenziale e trash. Oggi non importa quanto sei bravo artisticamente perché l’arte non è più interesante. Oggi importano solo le visualizzazioni o i like sulla pagina Facebook. Forse sono proprio quei numeri ad essere sopravvalutati come indicatori del successo.
5)Progetti per il futuro?
Quando avrò finito con la promozione di Universi Alternativi vorrei viaggiare per perdermi un po’. Non si può scrivere musica se non si tocca con mano il mondo esterno e non si vivono scene fuori dall’ordinario. Però devo ammettere che spero di continuare a portare in giro Universi Alternativi ancora per molto tempo. Mi diverte suonare questi brani dal vivo e il pubblico che non mi conosce resta sempre molto incuriosito dai miei brani e da ciò che racconto. Sono reduce da un concerto molto bello all’Antico Mercato di Ortigia a Siracusa svoltosi il 18 novembre scorso. Sono riuscito ad avere un importante sponsor locale e il patrocinio del comune di Siracusa. L’evento è stato un vero successo nella mia città. Per adesso voglio solo lavorare sodo in questa direzione perché è quella che più mi diverte e al contempo, è quella più costruttiva.

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