Intervista a Gianluca Porcu

DILULA è il nuovo progetto dedicato alla forma canzone di Gianluca Porcu, musicista cagliaritano affermatosi all’attenzione di pubblico e critica con gli l’album Bloom, Stendere la notte, Eclectique walk e Binterrail, pubblicati con l’alias “LU” e “LU-PO”. Autore di atmosfere immaginifiche, scrive musica per la televisione, per il teatro, per la danza e per il cinema, questa volta, con Le vie dell’amore, si dedica a tutto tondo alla forma canzone. Il risultato sono otto canzoni dalle sonorità pop elettroniche, affidate all’elegante voce della cantante (Alice Marras), tranne che per le tracce “Iniziazione” e “Maestro”, cantate dallo stesso Gianluca. Il tutto condito da batterie elettroniche e suoni sintetici, un basso acido in levare su una palm muted guitar, tastiere, una cassa dritta immersa nelle frequenze distorte di una chitarra particolarmente elaborata. Pop e house, melodie ed elettronica, campionatori e maracas, et voilà: ecco a voi “Le vie dell’Amore”.

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?
Buongiorno da una solare Roma.
Dilula è un progetto nato e cresciuto tra Torino, Cagliari (mia città natia) e Roma (dove vivo attualmente), che sono stati i miei spostamenti negli ultimi anni, e coincide con il nascere dell’album “Le vie dell’Amore”.
E’ il mio progetto per confrontarmi con la forma canzone, giacché io in genere scrivo musica strumentale per tv , teatro, ecc.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?
Per quanto riguarda il mondo della canzone l’artista che ho ascoltato di più è forse David Bowie, tra gli italiani Battiato, ma non so se mi hanno influenzato, chissà..
Continuo a non ascoltare tanto le canzoni in quanto la mia passione rimane la musica elettronica ma, effettivamente, da quando ho iniziato a scrivere “Le vie dell’Amore” seguo un po’ le novità italiane nel pop e dintorni. Trovo molto belli certi testi dei Baustelle, “resta poco tempo per scoprire il significato dell’amore, l’idiozia di questi anni, il vangelo di Giovanni”. Mi piace perchè è vero, condivido, il tempo stringe e l’idiozia di tante cose è evidente. “Maya colpisce ancora”, rendiamocene conto.

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Dopo anni di ascolti di musica contemporanea ed elettronica sperimentale, minimal, son ritornato ad ascoltare la canzone, per far conoscere il rock e il pop a mio figlio. abbiamo ascoltato i Beatles (che ero sicuro gli sarebbero piaciuti..) e poi Battiato e tanti altri che non ascoltavo da anni, ma anche novità.
Da li è nata la voglia di fare un album di canzoni, oltre che giocare con i synth e le drum machines.
Sono nate così, una dopo l’altra, 8 canzoni, che spaziano tra amore a un’ottava bassa e Amore a un’ottava alta e che pare raccontino un percorso che mi è famigliare, ma dico pare perché è un periodo che non son più sicuro di niente.
Per realizzare le canzoni ho coinvolto nel progetto la cantante Alice Marras che canta 6 dei brani (gli altri 2 li ho cantati io).
Così è nato l’album, senza particolari finalità.

4)Quale é l’artista più sopravvalutato e quello più sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?
Non so se il rap sia sopravalutato o no, però mi stupisce la performance del rapper che si tocca l’uccello mentre canta e dice che lui si fa la tua tipa, che è un vero duro e che spaccia e si fa tanti soldi.

5)Progetti per il futuro?
Conoscere me stesso.

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