Intervista ai De Grinpipol

Attivi dal 2004, in passato sono stati selezionati tra 160 band per la sezione emergenti di Glastonbury. Paolo Fresu li ha voluti sul palco in un’edizione di Time In Jazz. Il disco prima di Elephants è stato registrato insieme a un guru della scena newyorkese indie come Jamal Ruhe (Pavement, Flaming Lips). Ora ritornano cvon una nuova line up, un basso più corposo, ma sempre con la voglia di sorprendere, con il loro suono tra psichedelia, folk, indie e rock che rimanda sicuramente a gente come Animal Collective o Ariel Pink.

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?
Siamo i De Grinpipol, band sassarese nata nel 2004 e composta da 5 componenti: basso, 2 chitarre, batteria e voce. Siamo al quarto lavoro in studio.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?
La band cui ci ispiriamo maggiormente sono i Motorpsycho; uno dei migliori ultimi lavori è Painted Ruins dei Grizzly Bear, per la ricerca dei suoni e gli intrecci armonici delle chitarre e delle voci. Atmosfere fantastiche su armonie ricercate.

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Siamo abituati a comporre brani incessantemente; la maggior parte vengono scartati, gli altri finiscono in un album. Il nostro ultimo lavoro si chiama “Elephants” e contiene 9 tracce prodotte da Fabio Demontis e De Grinpipol, registrate e mixate da Fabio Demontis e masterizzate da Daniele Salodini. Il disco si può trovare nei maggiori store online. L’artwork è di Daniele Pisano e ritrae due elefanti che si fondono tra loro, lasciandoci alla vista solo il culo. L’idea è nata partendo dalla vecchiaia che incombe (visto che non siamo più dei teenagers) e l’elefante è un animale che a parer nostro impersona quel tipo di saggezza dettata dall’età avanzata alla quale aspiriamo. Le canzoni nascono da embrioni: idee registrate sul telefonino, da un jingles improvvisato in saletta. Poi il tutto viene preso, scomposto e ricomposto da 10 mani e 5 cervelli. Difficilissimo, ma non impossibile. E’ per questo che siamo ancora qua: se riesci a fare 4 album con i De Grinpipol puoi fare qualsiasi cosa.

4)Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perchè?
Dipende se si parla di mainstream oppure di underground.
Sottovalutato: Ivan Graziani. Il discorso riguardo la sottovalutazione di un artista si può estendere a tutti quelli che hanno poche, se non nessuna, possibilità di esibirsi con adeguati impianti audiofonici e tecnici competenti. Oppure per chi, come noi, deve sostenere dei costi esorbitanti per raggiungere il resto d’Italia e del mondo. L’insularità non è una passeggiata. E non parlatemi di musica online o di video su you tube. il Live è un’altra cosa.
Sopravvalutato: tutti quelli che non mi piacciono.

5)Progetti per il futuro?
Continuare a suonare come facciamo da sempre. Non ci intimoriamo.

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