Intervista ai Folkstone

“Ossidiana”. Folkstone. Sesto album. Prodotto, registrato e mixato da Tommy Vetterli presso il New Sound Studio di Zurigo per l’etichetta FOLKSTONE RECORDS nell’estate 2017. Il titolo è il nome di un vetro vulcanico, la cui immagine risalta nella sua particolare bellezza grezza e senso di introspezione sulla copertina. Un materiale che si trasforma nel suo ciclo vitale, che cambia struttura e in modo naturale diventa tagliente e nella sua fragilità resistente. Come questo nuovo album per il quale e grazie al quale i Folkstone si sono lasciati avvolgere dai cambiamenti e dalla voglia di sperimentare nuove forme di musica e parole. Passando tra prospettive e visioni di sonorità che apparentemente non appartengono loro…ma che in realtà sono sfaccettature della stessa pietra. Protagonista indiscusso è sempre il rock che domina il sound dell’intero disco, che vede però
gli strumenti tradizionalmente chiamati “folk” dare linee e sfumature diverse ad ogni pezzo in un susseguirsi di dinamiche e ritmiche minimal, che arrivino dritte a chi ascolta.

 

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?

Ciao siamo i Folkstone, un gruppo di otto elementi provenienti da Bergamo, Milano, Lecco e Brescia. Uniamo la musica rock a cornamuse, flauti, ghironda, cittern, bouzouki ed arpa. Insomma una miscela abbastanza esplosiva da maneggiare con cura. Abbiamo appena pubblicato il nostro sesto album intitolato “Ossidiana” e siamo in tour per presentarlo in varie città italiane.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?

Abbiamo tutti influenze diverse e penso che questo si possa percepire nei vari lavori che fino ad oggi abbiamo fatto. Ognuno porta il suo bagaglio musicale che passa da Guccini, Nomadi e De André e arriva agli Iron Maiden, Sepultura, Rage Against the Machine. Da Johnny Cash, Janis Joplin, Led Zeppelin ai Litfiba, Modena City Ramblers, Derozer, Sex Pistols. Potremmo andare avanti ancora e ancora… perché abbiamo davvero un vasto panorama multiforme. Un lavoro degno di nota è a mio parere Museica di Caparezza. E’ un artista che fa della musica un progetto complesso. Le parole scritte sempre profonde, intense e sfaccettate prendono vita nei suoi live che sono veri e proprio spettacoli teatrali. Un artista di quelli veri e rari.

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?

L’ultimo lavoro s’intitola “Ossidiana”, proprio come la pietra vulcanica. L’intero progetto è durato circa un anno ed è stato un lavoro di scoperta e scommessa. L’inizio è stato particolarmente sofferto, c’è stato un attimo di panico da foglio bianco. Abbiamo capito subito però che dovevamo lasciarci andare senza paranoie, così ci siamo buttati a capofitto a scrivere in modo davvero sincero senza porci problemi o troppe domande sul risultato finale. E’ un disco che spazia in sonorità diverse, dalle mediterranee alle nordiche proprio come i nostri strumenti. Le tematiche parlano sempre di attualità vissuta attraverso i nostri occhi ed i nostri punti di vista. Sono storie che ci hanno affascinato, colpito o perché no duramente segnato. Ogni traccia ha il suo sapore fatto di musica e parole e l’intero album è stato rifinito in modo sapiente dalla produzione artistica di Tommy Vetterli, con cui è nata un’ottima intesa e collaborazione. Un disco poliedrico sotto tanti punti di vista insomma.

4)Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?

Non ci sono artisti sopravvalutati o sottovalutati. Ci sono regole di mercato che danno più o meno spazio a determinati stili e artisti. Ognuno cerca di costruirsi il suo percorso come meglio crede e ne raccoglie i risultati chi con fatica e chi con più facilità. L’importante è creare sempre movimento e nuove idee e non stare troppo a guardare chi fa cosa.

5)Progetti per il futuro?

Ora abbiamo iniziato il tour di presentazione di questo ultimo lavoro e ce lo vogliamo godere appieno. Ci terrà impegnati fino a fine dicembre. Poi penseremo a cos’altro inventarci per la collezione primavera/estate!!

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