Intervista Fulvio Bozzetta

Fulvio Bozzetta è un amante della musica come se ne trovano pochi in giro ai nostri tempi. Alla “tenera” età di 67 anni infatti arriva al suo esordio discografico. E prima? Da sempre appassionato di musica, diventa nel frattempo professore di matematica, Ma in questi anni è sempre rimasto posseduto dal demone della musica e continua a scrivere canzoni fino ai giorni d’oggi. Il risultato è questo bellissimo disco, fuori dagli schemi, che, sì, ricorda Paolo Conte, ma è un’altra cosa. Bozzetta dice; “Ogni pezzo nasce a sé da un’intuizione che può essere testuale, musicale o ritmica. I testi vanno dal nonsense alla poesia, dalla funzione consolatoria per la morte di un amico all’amore per le mie donne, dalla compassione per le sofferenze al disprezzo dell’imbecillità.

01. Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?
Ciao mi chiamo Fulvio Bozzetta ex insegnante di matematica posseduto dal demone della musica. Vivo a Trieste, città di mescolanze etniche e culturali.

02. Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritevene veramente degno di nota? Perché?
Gli artisti che amo di più sono quelli della black music ma l’artista cui sono più debitore é Lucio Dalla. Se dovessi consigliare un ascolto proporrei l’ultimo lavoro di Eric Benet per la varietà degli stili e delle atmosfere che usa, per gli arrangiamenti e le sonorità e per l’uso sapiente e raffinato della voce.

03.Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Il lavoro é nato dall’incontro con il favoloso team di produzione della Lademoto Records. Hanno sentito le mie canzoni e mi hanno proposto di produrle. Il mio stile nasce da suggestioni varie che vanno dalla musica classica al funk, da certo rock demenziale alle nostalgie del tango e del blues. Ogni soluzione musicale è legata fortemente al testo anche dal punto di vista ritmico e delle sonorità.Ho voluto anche utilizzare vecchie tracce audio delle mie prime band per onorare degli artisti che mi hanno dato tanto e alcuni dei quali non ci sono più.

04. Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?
Ci sono certo degli artisti che non apprezzo particolarmente ma ho rispetto per il loro lavoro; hanno il loro pubblico, fanno un mestiere duro e spesso han le mani legate dai produttori. Il discorso della sottovalutazione é più complesso. Cero ci sono delle distorsioni nelle condizioni di partenza tipo le raccomandazioni ma molti bravi artisti alla lunga ce l’hanno fatta partendo dalla gavetta. Va anche detto che un artista ha spesso un animo gentile e può aver difficoltà a sgomitare per farsi strada. Per fortuna crescono gli spazi indipendenti dove la buona musica ha modo di farsi ascoltare.

05. Progetti per il futuro?
Stiamo a vedere come va questo album. Continuo a scrivere ed ho già materiale a sufficienza per un altro. Mai fatto progetti per il futuro perché amo vivere alla giornata e scoprire domani che una nuova strada si è aperta allargando i miei orizzonti.

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