Intervista Gojira

Incontriamo i Gojira ad Udine: hanno avuto il compito di essere gli opener, seguiti dai Machine Head, per i Metallica, nell’unica data italiana del Black Album Anniversary Tour. Abbiamo intervistato i fratelli Joe e Mario Duplantier (rispettivamente voce/chitarra e batteria) al termine della loro esibizione.

Innanzitutto benvenuti su Ondalternativa. Complimenti per la bella performance: difficile suonare senza shoud check e con gli strumenti montati pochi minuti prima di iniziare (oltretutto in una situazione come questa, con la maggior parte della gente che aspetta gli altri gruppi). Penso che abbiate dato il massimo di fronte a tutta questa gente: vi piace suonare in Italia?
Certo, amiamo l’Italia. Ci dispiace solo non aver mai fatto un tour vero e proprio e questo è uno dei nostri prossimi obiettivi: fare tour in Portogallo, Spagna, Polonia, Italia.

Sarebbe ora e vi meritereste di fare un tour come headliners in Italia

Sì, ti ringraziamo per le tue parole e oltretutto pensiamo che sarebbe un ottimo modo per incontrare le persone che ci seguono fedelmente. Ma il mondo è così grande e noi abbiamo tanto da fare!

Parliamo un pò del vostro nuovo cd "L’enfant sauvage" in uscita a fine giugno. Perchè questo titolo? descrivetecelo…

Perchè no? (Risate… Vorrei specificare che le risposte sono sempre state date a 2 voci e condite da risate e ambiente molto familiare –al di là del fatto che questi figuri siano fratelli- due persone disponibilissime e gentilissime! NdR Meskio).Per la prima volta ci sono canzoni che descrivono noi stessi: generalmente i Gojira sono abbastanza "filosofici", mistici e spirituali…Insomma in inglese un sacco di parole che finiscono in "-al" am in questo album c’è un nuovo aspetto che è più vicino a chi siamo noi come persone in questa società; "L’enfant sauvage" esprime bene questa condizione in quanto non ci sentiamo a nostro agio con molto persone. Non siamo misantropi, per carità, perchè non odiamo nessuno ma ci sentiamo diversi.

Come è stato creare questo album? Avete composto mentre eravate in giro a suonare oppure in sala prove presentavate le varie idee e le facevate sposare insieme rendendole pezzi?

Guarda, abbiamo provato a comporre quando siamo in tour ma è impossibile perchè siamo concentrati tutto il giorno per quando saliremo sul palco e a volte è terribile, è difficile persino organizzarsi per trovare un posto dove andare in bagno, quindi spesso ci sentiamo come vegetali che vivono solo per il palco, in tour. Stare in tour è duro e non riusciamo a suonare e comporre su computer (specialmente per noi due che facciamo jam insieme); è dura anche così perchè la gente si aspetta materiale nuovo da noi ma abbiamo assolutamente bisogno di stare fra noi, a porta chiusa, e creare insieme.

Come vi siete trovati nella stessa band? avete iniziato insieme o uno di voi è stato trascinato dalla passione dell’altro?

Abbiamo cominciato da molto giovani: io sono il più vecchio (è Joe a parlare), di 4 anni e mezzo, per la precisione. Io suonavo in band quando ero alle scuole superiori e Mario era piccolo, ma ha comiciato a picchiare e battere ogni cosa che trovava…
Joe mi ha introdotto al metal, io pensavo solo a fare sport ma poi lui è stato folgorato dai Metallica e anche io, di riflesso… Ed eccoci qui!

Penso che abbiate raggiunto un buon livello e che con questo nuovo cd riuscirete a raggiungere un pubblico ancora più vasto: cosa c’è di nuovo in questo disco e cosa è rimasto simile a prima?

E’ più interessante, e più atipico…E’ paradossale perchè siamo sempre stati prog ma questo è più classico, musicalmente, strutturato in maniera diversa (a parte forse l’opener che vi farà schizzare da ogni parte): ecco, forse un CD più ragionato, mid-tempo ma con accelerazioni intense… Non ha canzoni rappresentative in toto ma lo consideriamo un album intero molto importante per noi, molto emozionale, più malinconico e con vocals liriche…Un album che vi prenderà facilmente.

Da come ne parlate sembrate molto soddisfatti da questa vostra nuova fatica…

Lo amiamo, abbiamo speso tanto tempo su questo lavoro! Ogni grande e piccolo aspetto e alla fine siamo arrivati al punto in cui ci piaceva ogni cosa… E’ come un bambino che alla fine cresce e ha vita propria: i propri figli si amano, no?

Qual’è il vostro sogno come Gojira, ora come ora?

Suonare in Giappone e fare tour in paesi come Spagna, Portogallo, Italia, Messico. Diciamo che però il nostro sogno principale è suonare bene, di fronte a un ragionevole numero di persone (mille-duemila) in ogni paese in cui andiamo, con belle luci, bei suoni. Spesso la gente ci diceche il concerto è stato breve, che i suoni non erano buoni e logicamente tutto questo non dipende da noi… Viviamo di questo lavoro ma è difficile e ci piacerebbe avere anche un po’ più di sicurezza economica…

Anche oggi avete suonato bene ma è durato veramente poco…

Cool!!! Grazie!

Qual’è stata la cosa più strana che vi è successa?

Eravamo in tour in Nord America e dovevamo suonare in Quebec… Ci siamo dimenticati il nostro chitarrista… Una volta arrivati sul luogo del concerto andiamo per svegliarlo ma non c’era nessuno al suo posto!!! Siamo dovuti tornare indietro e lo abbiamo trovato quasi congelato, in braghe corte e t-shirt, senza soldi, senza passaporto e senza cellulare perchè era sceso dall’autobus e l’autista era partito prima che lui se tornasse… Strano, divertente ma stressante!!!

Ok ragazzi, grazie mille! le ultime parole le lacio a voi per i nostri lettori!

Amiamo l’Italia e speriamo di venire presto qui per un tour… Grazie a tutti voi che supportate la band!!!


a cura di meskio

un ringraziamento ad Anna @ Warner

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