Intervista Wake Up Call

Ciao ragazzi, grazie per aver accettato di fare una chiacchierata con noi! Sta per uscire il vostro album, “If Beethoven was a punk”, già dal titolo ci aspettiamo qualcosa di decisamente particolare!

1) Diteci qualcosa su questa nuova uscita! A chi è venuto in mente una storia del genere? Appena ho visto il titolo mi è scappato un sorriso. Come è nato il tutto?

Tommy: Io e Olly siamo cresciuti circondati dalla musica classica. Nostro padre ha una collezione di dischi infinita, La battaglia di Wellington di Beethoven e La cavalcata delle valchirie erano i nostri pezzi preferiti quando facevamo la guerra tra un divano e l’altro. La musica classica è stata quindi la colonna sonora per tutta la nostra infanzia, fino al momento della ribellione pre adolescenziale e infine poi del rock n roll che ci ha rovinato la vita una volta per tutte.

Olly: L’idea di questo concept album ci è venuta in mente qualche anno fa. Era appena uscito il nostro primo disco, e stavamo già buttando giù nuovo materiale. Stavamo scrivendo We Music e una volta arrivati allo special ho detto a Tommy scherzando che ci starebbe troppo bene l’Inno alla gioia…pensava fosse una presa per il culo, ma dopo qualche settimana gli ho portato a far sentire la demo del brano If Beethoven Was a Punk. Dopo aver ascoltato i 10 minuti di canzone, la sua risposta è stata qualcosa come “tu stai fuori”. Poi però si è messo a lavorare sul pezzo tagliando e ridimensionando la mia follia da 10 minuti alla versione da 7 che sentirete nel disco e ho capito che stava cominciando a prendere l’idea sul serio.

2) Questo lavoro è stato anticipato da un singolo che fa altrettanto sorridere, “Sex Hallelujah”, bel tempo, bella melodia, bel video divertente. Tutta opera vostra? Vi fate aiutare dacqualcuno per queste idee?

Olly: Possiamo modestamente ammettere che è tutta farina del nostro sacco…a parte ovviamente il coro dell’Hallelujah! Questo primo singolo è il brano più easy listening del disco, è stata però una bella sfida a livello compositivo trovare un ritornello in cui mantenere l’Hallelujah senza farla diventare la linea melodica principale. Ci piace trovare sempre soluzioni originali per i nostri video, piuttosto che fare il solito, già visto, playback. Tendiamo a essere melodrammatici o autoironici nei nostri video, per quest’ultimo siamo riusciti a trasportare il significato della canzone in una commedia divertente, mantenendo però il significato più profondo, sempre che qualcuno riesca ad andare oltre alle belle cosce e reggiseni di pizzo!

Tommy: I gruppi rock parlano spesso di sesso, da sempre, ho pensato che fosse arrivato il momento anche per i WakeUpCall di affrontare l’argomento, però visto che sono una persona a cui piace fare il drammatico, non ho parlato di tette e culi, ma di come il sesso possa trasformarsi per alcune persone in una droga, che ti consuma e come tutte le droghe ti rovina la vita e allontana dalle persone a cui vuoi bene. Per ora il video sta andando abbastanza bene, sarà perchè è un gran pezzo o per le ragazze in mutande? Visto che sono drammatico, tendo per la seconda…

3) Con l’album ci sarà un’ulteriore sorpresa, un album a fumetti di 60 pagine. Dateci qualche informazione in più e anche in questo caso da chi arriva tutta questa creatività? Olly: L’idea del fumetto è nata grazie ad una collaborazione, di lavoro ed amicizia, che portiamo avanti ormai da qualche anno con Andrea Dezzi di Made in Tomorrow, azienda multimediale e pubblicitaria con cui abbiamo realizzato spot, colonne sonore e concerti. Circa un anno fa Andrea ci propose di realizzare una piccola storia a fumetti per una delle nostre vecchie canzoni e di distribuirla poi con un’app per smartphone e tablet. Noi avevamo appena finito di scrivere If Beethoven was a Punk, quindi non ci è voluto molto per fare due più due e in un attimo ci siamo ritrovati a tavolino, giorno e notte, a scrivere un’intera storia assurda, scaturita dai testi delle canzoni e diegnata da A. Beffardi.

Tommy: E se Beethoven fosse vissuto nella nostra epoca? Se la sarebbe dovuta vedere con locali vuoti che non lo vogliono pagare, tribute band, talent shows, download… L’idea di un Beethoven ai nostri giorni, insomma, era troppo divertente, abbiamo scritto una storia fantastica, in cui il nostro protagonista, Alex, è un giovane musicista depresso e frustrato (come noi), perchè nessuno se lo fila (come noi), sta per mollare tutto ma poi gli succede qualcosa di strano, un’avventura. Ad aiutarlo arrivano dei Beethoven, Mozart, Wagner e company, vecchietti, un po’ punk, un po’ rincoglioniti, ma decisamente saggi che aiutano il nostro eroe a trovare la giusta strada.

4) E’ prevista anche una app per sfruttare al meglio la combinazione disco – fumetto, siete riusciti a unire elementi del passato con quelli decisamente più tecnologici e attuali. Voi dove vi posizionate?

Tommy: Guarda io non so neanche usare il mac, non so cosa sia un ashtag (neanche se si scrive così) e perchè sono un nostalgico uso ancora windows 95. Diciamo che la tecnologia non fa per noi. Per fortuna però i nostri partner e soci in quest’impresa, Made in Tomorrow, è gente più sveglia e tecnologica di noi. Noi ci posizioniamo al posto di una band che in questo caso è riuscita a trovare una soluzione per proporre qualcosa di totalmente nuovo, originale e mai fatto prima, ma rimanendo fedele a se stessa, ai propri principi, cioè fare quello che gli piace. Tradotto siamo quelli che hanno brillanti idee (almeno per noi e la nostra mamma) che nessuno si fila.

5) Ora facciamo qualche domanda cattiva: vi hanno già fatto notare che potreste essere i Backstreet Boys del rock? Il vostro front man ha un ciuffo che compete con Nick Carter…

Olly: Hahahahahah sono anni che dico a Tommy di tagliarsi quel ciuffo! Di solito gli dicono che sembra il cantante dei Goo Goo Dolls oppure Jon Bon Jovi, ma Nick Carter ci mancava! Comunque la storia del rock è piena di belle acconciature, da Elvis a Jared Leto, e molti di quei ciuffi hanno sicuramente contribuito e aiutato la notorietà dell’artista…quindi chi può dirlo 🙂 Sicuramente noi con questo album vogliamo dimostrare che abbiamo qualcosa di più di un semplice appeal per accontentare le ragazzine.

Tommy: Ho fatto, tempo fa, il provino per entrare nella boyband dei Blue, ma mi hanno scartato perchè sono basso e il mio insegnante di ballo era Arnold Schwarzenegger. Comunque a questo punto vi consiglio di andarvi a vedere un vecchi video dal nostro primo album dove effettivamente ci vestiamo e balliamo come una boy band (https://www.youtube.com/watch?v=ftGXPicnAMo)

6) Fate rock ma avete un atteggiamento molto pop, accattivante, siete carini e divertenti: quanto state antipatici alle altre band? Quante ragazze rubate a chi condivide con voi il palco?

Tommy: Nel momento in cui siamo usciti nel 2012 con il primo album, eravamo effettivamente giovani e avevamo belle foto con i nostri visini puliti. In quel momento ho notato che la scena italiana virava verso un alternative hypster in cui più sei brutto, più sei figo. Come al solito il nostro tempismo era perfetto. Non abbiamo cominciato a farci crescere barbe e a tagliarci male i capelli perchè sicuro nel momento in cui facciamo una cosa del genere torna di moda come eravamo noi nel 2012. Diciamo che il nostro tempismo fa schifo, ma sopratutto non ci abbiamo mai capito un cazzo di moda, anzi ci stanno pure parecchio sulle palle. Essere una band con look e sound radiofonico e mainstream in realtà è decisamente controproducente se sei una band underground e quindi non ti puoi andare a inserire in nessuna nicchia, e in più stai pure sui coglioni perchè la gente pensa che fai una canzone come Sex Hallelujah solo per andare in radio o fare i soldi e non perchè magari ti piace effettivamente quel genere. Per la cronaca, noi non abbiamo fatto i soldi nè andiamo in radio. A chi condivide con noi il palco in genere gli finiamo l’alcool nei camerini mentre loro suonano. Penso che stiamo sulle palle più perchè riusciamo a fare diverse cose, tanti concerti in giro per il mondo, che per altro. E’ una cosa abbastanza tipica qui in Italia, tra band, starsi sui coglioni, se uno fa qualche cosa di più rispetto agli altri, scattano gelosie e voci di corridoio. Invece di capire che se una band italiana che fa questo genere riesce a fare certe cose, forse le possono fare anche gli altri.

7) Siete stati in tour in Italia e all’estero, che differenze ci sono? Dove vi siete trovati meglio? A livello di pubblico, più aperti e calorosi gli italiani o all’estero sono più disponibili verso le novità?

Tommy: il pubblico più caloroso che abbiamo incontrato è quello russo, ed è il motivo per cui negli ultimi 2 anni abbiamo fatto 4 tour lì, anche in serate con locale vuoto e 30 persone davanti, saltano, strillano, ballano, pogano per tutta la durata del concerto. Quando finisci il concerto sono li che vogliono tutti foto, autografi, i plettri, bere con te, chiacchierare (anche se non parlano una parola di inglese). E’ una bella cosa, ti senti apprezzato e voluto. Nel resto dell’Europa la situazione invece è abbastanza simile all’Italia, dipende più che altro se la serata è riuscita o meno, però, ad esempio, anche quando c’è tanta gente scendi dal palco e ti aspetti che la gente si venga a congratulare o anche a dirti che sei stato una merda, ma invece spesso passi in mezzo alle persone che ti hanno visto sul palco fino a cinque minuti fa e non ti degnano di uno sguardo, la sensazione è che a nessuno freghi un cazzo.

8) Adesso esce il vostro disco, ci sarà da fare molta promozione, ci stupirete con qualche effetto speciale o cercherete di restare nei binari della promozione classica con tour, interviste e recensioni? Perché a questo punto mi aspetto di vedervi interrompere un concerto classico per suonare il vostro disco.

Olly: Non sarebbe male come idea…molto punk! Ma probabilmente se lo facciamo arrestano sicuramente Tommy, e stavolta buttano la chiave. In realtà stiamo cercando dei canali di promozione che si allontanino da quelli canonici. L’app e il fumetto ci aprono sicuramente molte soluzioni. Una strada che proveremo a battere è quella delle fiere del fumetto. Un mondo a noi sconosciuto, ma sarà divertente cambiare un po’ aria e sperimentare soluzioni nuove. Per la presentazione del disco abbiamo organizzato uno spettacolo a teatro a Roma che prevede il racconto dal vivo della storia con la proiezione delle tavole del fumetto e la musica nostra suonata dal vivo. Sarebbe interessante portare questo spettacolo non solo a Roma ma anche in altri teatri d’Italia. Chi lo sa… E poi ovviamente non mancherà la promozione classica con radio, tv (che non ci passeranno) e le recensioni…ci piacerebbe anche sapere cosa pensa la critica classica di tutta questa roba (probabilmente che il povero Beethoven si sta rigirando nella tomba)!

9) Quali sono le parti migliori di essere una band? Immagino che al primo posto mettiate quelle fate mezze nude del video “Sex Hallelujah”, poi? Suonare dal vivo? Lo studio di registrazione?

Tommy: E’ importante che chi legge sappia che, come potete vedere nel video, nelle scene della storia con le ragazze nude la band non c’è e quindi non era fondamentale che la band fosse presente al completo per le riprese. Cazzo ci sono delle volte in cui non siamo tutti alle prove perchè gioca la Roma, però alle riprese del video non mancava nessuno e anche tutti puntuali.

Olly: Andare in studio di registrazione è sempre stato qualcosa di meraviglioso. E’ il momento in cui concretizzi tutta la creatività che fino a quel momento era solo una bozza su un pezzo di carta. Quando registriamo ci appoggiamo sempre in studi diversi, batterie in uno studio, chitarre da un’altra parte e così via, perché amiamo collaborare con gente diversa. E’ sempre molto costruttivo, sia come crescita personale che ai fini della riuscita del prodotto, ascoltare il punto di vista ed il parere di una persona esterna che non è emotivamente attaccata come noi che abbiamo scritto la canzone. Poi però, esci dallo studio, il disco è registrato e ti accorgi che sono mesi che non sali su un palco e ti manca troppo. E quindi si ricomincia. Nuovi concerti, nuovi chilometri da macinare, ma con la forza di far sentire qualcosa di nuovo e di fresco.

Tommy: La passione con cui facciamo le cose è la parte migliore di questa band, le porte che ci sono sbattute in faccia e le delusioni continue che riceviamo sono all’ordine del giorno da anni. Per ora però più aumenta la delusione, più aumenta anche la nostra convinzione che quello che vogliamo fare è più forte di tutto il resto.

10) Trovate noiose le interviste? In generale le band non gradiscono mai molto questa parte di promozione. Spero che questa vi sia piaciuta!

Olly: Capisco che leggere un’intervista di una band sconosciuta possa importare a pochi ma è uno dei pochi modi per conoscere a fondo il lavoro di un artista. Spesso ci limitiamo ad ascoltare, anche in modo frettoloso, e giudicare, senza sapere che magari dietro quei suoni c’è tutto un contesto. Le interviste servono sicuramente a contestualizzare ed approfondire il pensiero musicale di un artista.

Tommy: vi ringrazio dal profondo del mio cuore per non aver fatto le solite domande “com’è nata la band” “com’è nato il nome della band” “ma Tommaso è davvero così brutto anche dal vivo” ecc ecc.. Grazie ancora per averci dedicato del tempo, dedichiamo la chiusura dell’intervista per lasciare tutti i vostri contatti e i modi per potervi seguire. Un saluto ai lettori di Ondalternativa? Grazie mille a voi e a tutti i coraggiosi e con molto tempo libero che sono riusciti ad arrivare fino alla fine, avete fatto 30, fate anche 31 e seguite la nostra pagina FB

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