Into My Plastic Bones – A symbolic tennis pot

Trio attivo sulla scena musicale indipendente dal 2006 e che riesce a creare un sound che spazia dal Mat Rock al Touch & Go degli anni ’90. Inizialmente gli Into My Plastic Bones, questo il nome della band, propongono solo materiale strumentale, poi con il passare del tempo prende sempre più spazio la voce con l’intento di arricchire il sound generale.

Nell’estate del 2016 arriva il quinto lavoro “A Symbolic Tennis Pot”, un cd registrato su nastro senza correzioni o azioni di editing. Otto tracce suonate con naturalezza e disinvoltura, ottenuta con riff di chitarra che scalfiscono il tempo reso ancora più ruvido da una sezione ritmica dai suoni freddi. Il ritmo incalza con “Overstepping bounds” dove i cambi di tempo sono all’ordine del giorno e si ripetono su “Cheap Canvans” un pò alla Primus dando dimostrazione che la band ha una buona padronanza strumentale. Con la traccia “This endless conversation” il sound prende una piega più calda e scura grazia all’azione tribale che viene impressa alla sezione ritmica, ma gli Into My Plastic Bones rimangono sempre e comunque su una linea alternative rock molto grezza e riescono a spalmare bene questa caratteristica sul resto del lavoro cercando di inserire parti di chitarra leggermente cristalline per aprire leggermente il suono con le tracce “Supermarket macarena” e “Flyby”, mentre il sipario cala su note nuovamente darkeggianti e corpose con la traccia “Ngunza”.

“A Symbolic Tennis Pot” conferma quello che di buono hanno fatto fino ad ora il terzetto riuscendo ad ottenere buoni risultati senza strafare o avere troppe pretese a livello di sound.

01. Sumizome 666
02. Overstepping bounds
03. Cheap canvas
04. Sawn
05. This endless conversation
06. Supermarket macarena
07. Flyby
08. Ngunza

a cura di: Madness

7.5

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