Live Report De Staat

Legend Club, Milano 5 febbraio 2017

Ci ritroviamo di fronte ancora una volta ai De Staat, alternative rock band originaria dei Paesi Bassi, nota al pubblico per l’esperienza come supporto ai Muse nel loro Drones World Tour 2016. Questa volta è il loro turno come band principale e girare l’Europa con un gruppo di spalla chiamato Zimmerman, di cui però non si sa granché’ a parte l’origine belga. Il locale scelto per la data italiana è il Legend Club di Milano che apre le porte (un po’ in ritardo sulla tabella di marcia) al poco pubblico proveniente da tutta Italia, che, come per la sottoscritta, è venuto a conoscenza della band olandese grazie ai Muse. Alle 20:30 circa salgono sul palchetto gli Zimmerman, con il loro, come definirlo… melodic indie-rock? Difficile dirlo dato che le canzoni proposte sono tutte ballad, nulla di che. Alle 21:30 tocca ai De Staat che, avvolti da una nube di fumo e luci blu (come la copertina del loro nuovo album O) riscaldano finalmente gli animi. Si parte subito in quarta con “Peptalk”, che ritengo essere il pezzo migliore dell’intero album con il suo essere molto glam-rock anni 80. Certo, ciò che ci si para davanti agli occhi è ben diverso dallo show visto al Forum di Assago lo scorso anno, ma direi che lo spazio a disposizione della band per muoversi al Legend è veramente ai minimi termini, quindi non li biasimo, ma le sensazioni trasmesse sono davvero diverse. La band, famosa per il suo stile eccentrico, questa volta era molto più “rilassata” e meno “teatrale”, ma nel complesso sempre piacevole da ascoltare ed osservare. Brani nuovi che si mescolano ai più datati, e fanno si che l’ora e mezza di concerto voli via con un blink. Credo che il boom dello show però sia arrivato proprio alla fine quando la mitica “Witch Doctor” va in scena e Torre, vocalist e leader della Dutch band, si aggrega alla folla e, da bravo “direttore” fa si che tutti lo seguano in un divertente turbinio di cori e incitamenti. Spero vivamente che il numero di fans di questa eccentrica band aumenti in futuro perché’ ne vale la pena, perché’ i loro live sono sinonimo di divertimento e stile, un trampolino per un successo quasi assicurato.

 

Tracklist

1. Peptalk

2. Ah, I see

3. Make The Call, Leave it All

4. Down Town

5. Murder Death

6. Psycho Disco

7. BABY

8. Firestarter

9. Macarena

10. Blues is Dead

11. Help Yourself

12. Passenger

13. Sweatshop

Encore:

14. Get On Screen

15. Input Source Select

16. Witch Doctor

 

 

A cura di Tatiana Granata

About the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *