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Masai – Le quarte volte

A cavallo tra Piemonte e Liguria prende il via definitivo il viaggio dei Masai. Trio che si muove tra Torino e Genova, dove l’album d’esordio, “Le quarte volte”, è stato registrato. Band di recente formazione ma composta da musicisti affatto di primo pelo.

Esperienza ed età anagrafica contribuiscono a dar vita ad album già maturo, granitico e significativo. L’appartenenza a una generazione borderline, che è stata investita dai cambiamenti tecnologici degli ultimi venti anni ma che conserva ancora memoria di un mondo prima di internet, favorisce lo sviluppo di una visione disincantata sull’oggi che attraversa tutti i brani.
Se musicalmente il disco si presenta aggressivo, solido e coerentemente strutturato, non con lo stresso modo i tre si sono approcciati alla redazione delle liriche. Riproponendo lo stile del flusso comunicativo cui siamo stati abituati a partire dagli anni zero, i testi sono costruiti attraverso l’affiancarsi di immagini spezzettate, riferimenti variegati, parole vomitate e altre prese in prestito, costruzioni pericolanti che si affacciano su filosofia, fantascienza e psicoanalisi.

Il risultato è un grido lucido, particolarmente sapiente che s’incastona alla perfezione tra le vibrazioni ritmiche disegnate traccia dopo traccia. Il disco, ondivagando tra punk e post rock con venature prog, suona piuttosto cupo, cinico. Proprio per questo è, a tutti gli effetti un disco reale, proprio dei nostri giorni.

01. Dalia
02. Heinlein
03. Umberto
04. Huxley
05. Jung
06. Charles
07. Pkd
08. Troia
09. Paolo
10. Silvio

Recensione a cura di: Captain Eloi

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff