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Live report Muse

Live report Muse

Il trio devoniano ha deciso di aprire il nuovo tour in Italia con questa speciale anteprima dell'attesissimo "Black Holes And Revelations".
Il concerto si apre sulle note di "Map Of The Problematique", un pezzo carino che si ispira alle sonorità degli anni '80 e che introduce una novità nei live dei Muse: il supporto di un tournista che si occupa delle parti al sintetizzatore e di occasionali backing vocals quando la sola voce di Chris non è sufficiente. La scaletta alterna ai nuovi brani alcuni dei più famosi singoli dei passati album e non appena Bellamy introduce l'arpeggio di "Bliss" alla chitarra, il pubblico comincia a prendere vita.


Gli assidui frequentatori dell'Absolution tour riconoscono subito nell'imponente riff di "Assassin" la versione definitiva di quella che all'epoca era conosciuta come "Debase Mason's Grog": la sorprendente carica ritmica imposta da un Dominic in piena forma trascina tutta la sala. Durante "Butterflies & Hurricanes" fortunatamente scompare il timore che, per la presenza del tournista, Matt, dal vivo, non si dedichi più alle parti di pianoforte: è lui infatti che, al momento dell'assolo, si dirige verso la tastiera sotto lo sguardo felice e sollevato di tutti i presenti. Il suo particolarissimo timbro di voce poi si fa talmente rotondo e toccante che quasi ipnotizza il pubblico non appena inizia ad intonare "Starlight". Si è rivelato uno dei brani più sorprendenti dell'anteprima: nonostante sia semplice ed orecchiabile, riesce a creare un'atmosfera unica grazie allo straordinario connubio compositivo tra testo e musica.
L'atmosfera si fa incandescente non appena il trio accenna l'inizio della conosciutissima "Plug In Baby", la folla va in delirio per poi placarsi e passare quasi ad uno stato contemplativo sulla romantica "Invincible". "Stockholm Syndrome" riscalda di nuovo gli animi e anticipa una delle punte di diamante della serata: "New Born". Questo pezzo non stanca né invecchia mai, continua a coinvolgere il pubblico ogni volta che viene proposta da 6 anni a questa parte! Anche il contestato nuovo singolo "Supermassive Black Hole" trova un buon riscontro e prima della pausa non poteva certo mancare la performance di" Time Is Running Out". Si riparte con una travolgente "Hysteria", seguita da un breve accenno strumentale a "I Want To Break Free" dei Queen, così i 3 possono riprendere fiato e prepararsi al gran finale di "Knights Of Cydonia". Questa "epica cavalcata western", arricchita dai sublimi lirismi barocchi di vecchia memoria pre-Absolution, ha riscosso subito un incredibile quanto meritato successo.
Per finire, ecco il saluto dei Muse: Matt, prontamente seguito da Chris e Dom, accenna con la sua Manson la conclusione di "Space Dementia".
Un concerto impeccabile e pieno di sorprese, sicuramente uno show imperdibile, ma non perfetto. Trascurando l'acustica non certo ottima del locale, c'è da dire che dopo 2 anni di assenza dai palchi italiani ci si aspettava un po' di più sia in quanto a durata (poco meno di un'ora e dieci), sia in quanto a scaletta. Lascia l'amaro in bocca sia la totale assenza del repertorio tratto da "Showbiz", sia l'esclusione di capolavori come "Microcuts" e "Citizen Erased".

Probabilmente anche i Muse hanno sentito il peso dell'aspettativa e hanno preferito non strafare, ma, a giudicare dalla nuova svolta ispirativa, dalla potenza ritmica impressa da Dom e Chris, dalle nuove chitarre di Matt e soprattutto dai nuovi dispositivi che il signor Manson ha montato su quei gioielli di liuteria moderna, è estremamente probabile che il nuovo tour ci riservi delle piacevoli sorprese.


a cura di Cristina




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