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Live report Muse

Live report Muse

07.11.2006 MUSE @ SECC, Glasgow

Prima tappa in terra britannica per il tour di Black Holes & Revelations del trio di Teignmouth, dopo le partecipazioni ad i festival estivi più noti.

Tre sono le band di supporto che li accompagneranno da qui a dicembre: Poet In Process, Noisettes e Razorlight. Questa data cade nella seconda parte del tour e vede dunque la presenza sul palco dei Noisettes, gruppo abbastanza inutile onestamente: il livello compositivo non è certo eccelso ed ancora non è ben chiara la volontà d'identità della cantante: Karen O, Siouxsie, Skin? Volontà che certo non si tramuta in dato di fatto, visto che la qualità è decisamente lontana da ognuna delle 3 sovracitate cantanti.

Ma veniamo ai Muse. Il loro palco è allestito in maniera ancor più pomposa e pretenziosa rispetto al tour precedente, oltre alle immagini proiettate sul mega schermo alle loro spalle ci sono anche degli "effetti speciali". Inizialmente è solo Matt ad entrare in scena sulle note di "Take A Bow": la sua voce sulla sola base di synth e chitarra. Nel momento in cui poi anche basso e batteria attaccano, Chris incede sul palco dal lato destro, mentre un doppio cono su cui sono proiettate una miriade di luci si apre, e da lì spunta Dom alla sua nuova batteria interamente trasperente. Proseguono subito con "Hysteria", sulla quale la folla si scalda, per poi passare a "Map Of The Problematique", che è senz'altro uno dei pezzi più interessanti del loro ultimo lavoro, confermandosi anche nella versione live dove non perde certo di efficacia. Si alternano tracce del nuovo album a brani tratti da Absolution inizialmente, infatti è poi la volta di “Butterflies And Hurricanes”, dopodiché proseguono con “Assassin”, una versione allungata, il cui assolo fortunatamente assomiglia di più alla versione live del tour scorso piuttosto che alla versione dell'album in cui era stato palesemente tagliato. Alla fine sfociano addirittura in un ulteriore allungamento con un riff di grande impatto. Arriva poi il momento di "divertimento" del Bellamy, ovvero "Plug In Baby", durante la quale oltre a suonare la chitarra e cantare, non fa che saltare e dimenarsi per tutto il palco.Sulle note di "Forced In" si tocca uno dei momenti più spettacolari di tutta la serata: Chris e Matt si avvicinano alla postazione di Dom, ai piedi della doppia cassa, sul quale sono proiettate delle fiamme, unica fonte di luce in tutta la sala. Immagini e suoni molto suggestivi. Unica traccia che il trio propone in questa serata dal repertorio degli esordi showbiziani: davvero un peccato dato che la validità di altri brani proposti, composti più recentemente, potesse essere un po' discutibile dal punto di vista qualitativo. Proseguono con "Bliss" sulla quale vengono lanciati tra il pubblico i classici balloons giganti pieni di coriandoli, uno dei quali riesce ad arrivare sul palco e non scampa al colpo fatale della chitarra di Matt. Simpatico il siparietto creato da Dom al termine della canzone: si è alzato e col microfono in mano ha scherzosamente minacciato di non proseguire il concerto finché il pubblico non avesse scoppiato anche l'ultimo pallone! Ed è stato di parola. Per alcuni minuti si è potuto udire solo il rumore dello scoppio degli ultimi palloni rimasti.

"Feeling Good", nonostante sia una cover, ha la capacità di rendere magica l'atmosfera. E fortunatamente perché la scelta seguente non si può dire sia stata felicissima: "Soldier's Poem" non ha una gran presa dal vivo e, sebbene sia leggermente più sopportabile in questa versione piuttosto che su disco per la mancanza dei cori troppo palesemente “àlla maniera Queen”, non è neanche una ballata tanto riuscita. Evitabilissima. L'atmosfera si rialza subito però, con la canzone che, assieme alla già citata Forced In, rappresenta la punta di diamante della serata: "Hoodoo", l'ultimo capolavoro uscito dall'affievolito genio compositivo del signor Bellamy. Nonostante il taglio della parte introduttiva di flamenco, la canzone non perde la sua forza emotiva né tanto meno la capacità di coinvolgere ed assorbire l'ascoltatore. Per l'occasione inoltre assistiamo ad un Chris nell'inedita veste di chitarrista mentre Matt si dedica interamente a piano e voce. Ma si ritorna presto alla realtà con "Invincible", altra scelta di scaletta decisamente infelice: la ballata d'amore più noiosa e banale che i Muse abbiano mai scritto. La situazione si rianima con "Supermassive Black Hole", primo signolo tratto dall'ultimo lavoro, apprezzatissimo dal pubblico in sala che si infiamma sin dalle prime note. Subito a seguire l'onnipresente "Time Is Running Out", anch'essa apprezzatissima dai presenti. Concludono con "Stockholm Syndrome", che innalza ancor più il gradimento degli ascoltatori. Dopo la consueta outro da Stockholm Syndrome i tre accennano il riff di Dead Star, canzone che avevano provato nel pomeriggio per l'intera durata del sound check. Tutto lasciava supporre che ce la proponessero, invece dopo alcune battute strumentali Matt vede bene di disfarsi della sua Black Manson e lanciarla via, andandosene, seguito da Chris e Dom. Dopo alcuni minuti i tre rientrano per l'encore, inaugurato dalle dolci note di "Starlight". Breve accenno all'assolo di piano di Sunburn prima di passare ad un loro cavallo di battaglia, ovvero "New Born", che manda la folla in completo delirio e culmina nella finale "cavalcata western futuristica" che è "Knights Of Cydonia" conclusa da un riadattamento in "riff da outro per chitarra" del solenne finale di "Space Dementia", durante il quale sono usciti dalla parte frontale tanti geyser di fumo, in cui Matt, Chris e Dom si sono dissolti dopo i saluti finali.

Un concerto sicuramente impeccabile dal punto di vista sonoro e suggestivo per le immagini e gli effetti, come è stata impeccabile e potente l'acustica del SECC. Purtroppo sembra che il gruppo si sia un po' perso per strada, sia per la qualità compositiva calata di produzione in produzione e sia per le scelte live che mirano a privilegiare un po' troppo i singoli e le uscite più recenti, trascurando alcuni di quelli che sono i loro capolavori.


Live report e foto a cura di Cristina




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