04.11.2006 CLIENT @ The Underworld, London
Inusuale serata elettronica per l’Underworld, locale
londinese che – normalmente - vanta nel suo carnet artisti della scena metal.
Il main event di questa elctro-night sono le Client
precedute da altri 4 gruppi. Quello che sorprende dei locali inglesi è la
qualità sonora. Se in Italia anche i clubs più famosi non possono certo
vantarsi di avere una buona acustica (provare il Rolling Stone o il Rainbow per
credere), a Londra sorprende che anche un locale che non rientra neanche nella
classifica dei migliori live music clubs di Camden Town abbia un'acustica
invidiabile. Certo non dovrebbe sorprendere...
Si comincia con The Problem Being, gruppo che
esordisce a dicembre con il loro primo EP. Tentano di suonare una sorta di
electro-dark ma ciò che ne esce sono delle canzoncine piuttosto adolescenziali
ed inutili. Si passa poi ai Rapid Fiction che innalzano sicuramente il
livello della serata, soprattutto grazie alle armonie melodiche del tastierista
ed all'indubitabile forza scenica ed appeal del cantante che sul finale si è
addirittura lanciato nel pubblico per terminare (e coronare) la performance. E'
poi il turno dei Greenhaus che ci propongono del trip hop, certo non a
livelli eccelsi, se le parti strumentali raggiungono anche dei momenti
interessanti la linea vocale resta scontata e non decolla mai, come non
decollano neanche gli interventi della cantante tra una canzone e l'altra. Sono
ad ogni modo un momento piuttosto piacevole se non si hanno grosse pretese. Tocca,
infine, poi alle Ping Pong *****es che come le Hole vengono considerate
un gruppo di sole donne anche se in realtà un membro maschile c'è! Non hanno
niente a che vedere con le Hole, fortunatamente o no, e per me avrebbero pure
potuto fare a meno di suonare (onestamente, ndR).
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Ma veniamo al punto della serata: ecco il momento
delle
Client!
Purtroppo, essendo state precedute da altri 4 gruppi,
non resta loro un ampio set in cui esibirsi e, infatti, riescono a proporre
appena una dozzina di brani tra concerto ed encore. Scelgono per l'occasione
una selezione tra i loro pezzi più apprezzati del primo album "
Client"
e del secondo album "
City"; inoltre, a conclusione dell'encore
ci propongono anche un'anteprima di ciò che sarà il loro nuovo album suonandoci
uno dei loro nuovi pezzi: "
Zerox Machine". Ad aggiungersi alla
line up originale, Client A e Client B, si è aggiunta una terza ragazza al
basso: Client E.
Il trio emana una tale bellezza e sofisticatezza da
lasciare l'intera sala a bocca aperta. Ma le Client non sono solo apparenza, fin dalle prime
note di "It's Rock And Roll" dimostrano di saperci fare sia
dal punto di vista musicale che dal punto di vista scenico. Client B mentre
canta alterna pose ammiccanti prima con Client B e poi con Client E. Da "City" suonano entrambe le canzoni
fatte in collaborazione con i due ex-Libertines: tra le prime "Down To
The Underground", alla quale ha collaborato Pete Doherty come
co-cantante, e a chiusura prima dell'encore "Pornography",
alla quale ha invece collaborato Carl Barat sempre in veste di co-cantante.
Nessuna sorpresa sul palco però, nessuno dei due ha
presenziato per un ipotetico duetto con Client B e se la mancanza di Doherty
non si è fatta certo sentire, non si può dire lo stesso per l'assenza di Barat.
Il pubblico ha partecipato con grande coinvolgimento
ed animazione per tutta la durata del concerto soprattutto al momento
dell'esecuzione della già citata "Pornography" ed "In It For
The Money", ma anche su brani più datati come "Price Of Love",
"Client", ed in particolare "Pills", pezzo di
grande impatto che ha riscontrato un forte gradimento in sala.
Un velo di stupore copre il pubblico al momento in cui
le 3 ragazze rientrano per l'encore.
Ottima la scelta dei pezzi finali: attingono di nuovo
all'album di debutto cominciando con "Diary Of An 18 Year Old Boy",
una delle punte di diamante della serata assieme a "Pornography",
pezzo davvero emozionante che riesce a coniugare loops ansiosi e malinconici
che crescono, sempre più isterici, nel ritornello evidenziati dalla parte
ritmica del basso e della drum machine alla sensulaissima voce prima sussurrata
e poi cantata di Client B.
Culminano nella finale "Zerox Machine",
che ci dà un assaggio di quello che sarà il loro nuovo lavoro, che a giudicare
per lo meno da questa unica traccia che ho potuto sentire non dovrebbe
assolutamente deludere il loro seguito.
Come dicevo prima, la scaletta purtroppo è stata alquanto
breve a causa dei molti set susseguitisi in precedenza, cosa atipica per le
Client, ma il concerto è stato comunque molto apprezzabile anche se altri brani
di rilievo come ad esempio "The Chill Of October" o "Everything
Must End" sono purtroppo rimasti fuori dalla crudele selezione.
a cura di Cristina
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