Bloc Party
13.05.2007 @
Alcatraz -
Milanoa cura di
Cris
Eccomi di nuovo all’Alcatraz per la seconda volta nel corso di questo 2007 e purtroppo il giudizio sul locale non cambia, oltre all’estetica non propriamente meravigliosa l’acustica si riconferma essere piuttosto scadente.
Aprono la serata i
Biffy Clyro, ma purtroppo i nostri stomaci reclamanti ci impediscono di assistere al loro set causa cena, riusciamo ad entrare solo sulle note finali della loro ultima canzone.
Ci piazziamo sulla sinistra, sotto al palco in zona transenne, ed aspettiamo trepidanti l’arrivo on stage dei Bloc Party. Guardandosi intorno si può osservare un pubblico piuttosto eterogeneo, dal pischellino all’ultraquarantenne, dal fighetto allo sciattone: tante persone estremamente diverse tra loro ma unite dall’interesse per la musica dei
Bloc Party.
Il concerto inizia sulle note e gli acuti di “
A Song For Clay (Disappear Here)”, uno dei migliori pezzi del loro nuovo album
A Weekend In The City.
Proseguono subito con un ritorno al passato intonando “
Positive Tension”, che carica ancor di più il pubblico. Dopo un attimo di respiro con la dolcissima ed apprezzabilissima “
Blue Light”, le file tornano subito a scomporsi ed agitarsi saltando e cantando insieme al gruppo “
Hunting For Witches”, la canzone che si può essere considerata il filo di continuità tra
Silent Alarm ed il già citato secondo lavoro
A Weekend In The City.
Se questo secondo lavoro non si è dimostrato all’altezza del debutto, bisogna però dire che le qualità live del gruppo sono sicuramente migliorate: già 2 anni fa Kele sapeva bene come gestire il suo ruolo di frontman, oggi lo sa ancora meglio, sa come prendere il pubblico milanese e come interagirci dimostrandosi una vera “
bestia da palcoscenico”. Sia lui che Matt hanno ampliato le proprie qualità live, ma la vera sorpresa sono stati Gordon a Russell che sembrano aver perso la loro grande timidezza nei confronti del palco, apparendo più sciolti e meglio amalgamati agli altri due.
Come in passato - purtroppo - l’esecuzione di “
Banquet” continua a risentire dell’esecuzione dal vivo: il pubblico non appena inizia giustamente si esalta moltissimo, sensazione che coinvolge anche la band, trasformando la canzone in una versione totalmente diversa da quella che è invece sull’album, ma va bene così. Bisogna dire subito che, nonostante la venerazione di Russell per il signor Greenwood, i Bloc Party non sono certo i Radiohead, ergo non si va ad un loro concerto per ammirare fermi in silenzio la loro divina arte musicale ed il loro genio innato, sono semplicemente un buon gruppo che si va a vedere per ascoltare della buona musica che fa muovere il culo e per divertirsi in compagnia con gli amici.
La vecchia canzone di apertura del tour scorso, ovvero “
So Here We Are”, ho sempre trovato che non fosse adatta come inizio di concerto e la mia vecchia sensazione si è riconfermata, perché ha fatto tutta un’altra figura in posizione di quasi fine set prima che i ragazzi, dopo aver eseguito anche una carichissima “
Like Eating Glass”, uscissero per la pausa.
Nel frattempo, sul palco, è stata montata a velocità supersonica una seconda batteria, la cui utilità resterà un mistero, scenicità esclusa: al loro rientro Gordon abbandona il basso e si propone come secondo batterista per “
Sunday”, ma, escluso il raddoppio della stessa ritmica seguita da Matt, non ha portato nessun valore aggiunto.
Proseguono con “
She’s Hearing Voices” e un’energica “
Pioneers”, si fermano per salutare il pubblico milanese con qualche battuta e concludono il loro set con una stratosferica “
Helicopters” che infiamma paurosamente il pubblico in un pogo infernale, evidenziato dalle innumerevoli magliette gocciolanti al riaccendersi delle luci.
Scaletta:
A Song For The Clay
Positive Tension
Blue Light
Hunting For Witches
Waiting For The 7.18
Banquet
I Still Remember
This Modern Love
The Prayer
Uniform
So Here We Are
Like Eating Glass
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Sunday
She’s Hearing Voices
Pioneers
Helicopter
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