Esordiranno con il loro primo full lenght per l’etichetta inglese RareNoiseRecords nel 2010 ma, per non perdere tempo, si faranno trovare già pronti a partire dal 15 settembre prossimo con il loro “Rooms Ep”. Uno stuzzicante assaggio del sound post rock psichedelico dei nostri napoletani che, personalmente, non ha fatto che accrescere il desiderio di approfondirne la conoscenza.
Chi sono i The Mantra Above The Spotless Melt Moon?
I The Mantra ATSMM prima di essere una band sono 4 amici che si conoscono praticamente da sempre e che hanno condiviso drammi e gioie dell'adolescenza insieme, da questo ne deriva una profonda empatia ed una "coincidenza" emotiva.
Come nasce il gruppo e a che punto potete dire di essere arrivati oggi? Come dicevamo la scelta di formare una band e di cercare di farne il nostro futuro è stata una scelta molto naturale, una conseguenza naturale derivante dalla nostra comune passione per la musica, una conseguenza quasi ovvia del cammino che abbiamo percorso per anni e che tuttora percorriamo. La situazione in cui ci troviamo oggi è per noi un punto di partenza rispetto agli obbiettivi a cui aspiriamo, abbiamo avuto tante piccole soddisfazioni in questi due anni, magari anche qualcosa in più di quello che ci saremmo aspettati, e per questo siamo grati a chi ci ha permesso di arrivare a questo piccolo traguardo. Tutto ciò che abbiamo da fare è continuare a remare in questa direzione, con la naturalezza di sempre.
Mi ha incuriosito molto il fatto che abbiate firmato un contratto con un’etichetta inglese. Com’è nata questa collaborazione?E’ stata una scelta obbligata dal fatto che non riuscivate a ritagliarvi il vostro spazio in Italia, o nasce da altre esigenze? Con Rare Noise Records ci siamo praticamente scelti a vicenda, noi cercavamo una label che non ci confinasse al solo panorama italiano, loro cercavano una band che avesse le nostre aspirazioni e caratteristiche, non solo musicali. Ci siamo incontrati e tutto è venuto da sè.
I brani in “Rooms Ep” sono essenziali, frammentari e molto spesso visionari. La scelta di cantare in inglese è dettata in parte dai limiti oggettivi che in questo senso sono riscontrabili nell’ampollosità della lingua italiana?I brani di "Rooms EP" nascono da una necessità comunicativa. La composizione avviene in maniera istantanea, è un fiume in piena, una improvvisazione che poi viene limata ed arrangiata fino a diventare quello che potete ascoltare. La scelta della lingua inglese non è dettata da limiti metrici o lessicali, semplicemente pensiamo che possa arrivare a tutti in maniera più universale.
Qualche anticipazione sul nuovo disco? Ritroveremo la stessa attitudine sperimentata in Room Ep?
Il nuovo lavoro sarà sicuramente diverso da Rooms EP, che si presenta più che altro come un assaggio di quello che sarà il disco. Il nostro lavoro è in continua evoluzione, non siamo legati a canoni di genere o di composizione, ciò che ci interessa è far arrivare a tutti quello che abbiamo da dire, l'umore, le sensazioni. Il cambiamento fa parte della crescita umana e musicale.
Cosa si deve aspettare invece una persona che viene a vedervi per la prima volta ad un live? Siete un gruppo adrenalinico che sul palco si lascia andare a sperimentazioni e divagazioni?
La dimensione live è quella che fino ad ora ci ha portato più riscontri. Il fatto di avere davanti un pubblico e di dover dare tutto in quel momento ci spinge ad essere più violenti, adrenalinici, malinconici... insomma ogni concerto è una storia a sè, ci lasciamo trasportare dall'atmosfera in cui ci troviamo.
Siete stati in tour in Grecia questo inverno.. raccontateci di quest’esperienza.E’ andato bene il confronto con il pubblico straniero?L'esperienza in Grecia è stata importante e formativa, tre date sold out grazie ad alcuni amici del posto che gestiscono una Label e sotto la spinta dello Split con i God is an Astronaut. Lì abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, abbiamo visto dei posti incredibili e ci siamo confrontati con delle realtà che indubbiamente hanno influenzato il nostro percorso, sotto ogni punto di vista. E' un'esperienza che sicuramente ripeteremmo.
E in Italia invece come sentite il vostro rapporto con il pubblico? Trovate che ci sia scetticismo durante i concerti da parte di chi non vi conosce o, in generale, avete avuto buoni riscontri?In generale dal vivo abbiamo sempre avuto dei buoni riscontri, come dicevamo il live è la dimensione che preferiamo.
A questo proposito, avete date in programma o parteciperete a qualche evento che volete segnalare?Questo inverno sicuramente suoneremo un po' in giro, le nostre date sono sempre aggiornate sul nostro myspace e sul nostro blog, sono il nostro principale mezzo di comunicazione con coloro che sono interessati alla nostra musica. A tal proposito non esitate a scriverci, siamo sempre felicissimi di rispondere e di fornire chiarimenti in prima persona.
Un gruppo che, su tutti, potreste dire che ha influenzato la vostra musica?Beh, in realtà non esiste un gruppo "modello" a cui ci ispiriamo o che influenza la nostra musica. I nostri ascolti sono molto vari ed in continua evoluzione. L'ascolto di cose sempre diverse e la scoperta di nuovi mondi musicali è fonte di ispirazione e ci fornisce nuovi stimoli, è un'opportunità di crescita. Fare un solo nome sarebbe quasi riduttivo, te ne faremo tre su tutti: Radiohead, Beatles, Pink Floyd.
Dite almeno tre buoni motivi per cui, chi non vi ha ancora conosciuto, vi dovrebbe ascoltare. Se prima vi abbiamo dato ben tre nomi... adesso vi daremo una sola risposta. Il nostro consiglio amichevole è di non iniziare mai ad ascoltare la nostra musica, altrimenti non potreste più farne a meno... eheheh
Bene ragazzi, è arrivato il momento di salutarci. Io vi faccio ancora una volta i miei complimenti e vi ringrazio per la vostra disponibilità, aspettando di ritrovarvi a gennaio per l’uscita del disco. Lasciate, se vi va, un saluto ai lettori di Ondalternativa!Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso e per la bella intervista. Come abbiamo già detto, non esitate a contattarci sul nostro blog o a scriverci sul nostro myspace. Grazie ancora per averci prestato attenzione fino alla fine ed a presto
a cura di Alessandra Sandroni
Archivio articoli