Dufresne. Un nome una garanzia. Paladini della scena alternativa nazionale e non, questi ragazzi vicentini sono tornati con un nuovo lavoro davvero sopra le righe.
Ondalternativa non poteva non cogliere l'occasione di fare due chiacchere con questi ragazzi davvero simpatici e disponibili. Vi consiglio la lettura accompagnata da un'overdose di "
AM:PM", nuovo album della band.
Innanzitutto complimenti per il nuovo CD, un prodotto veramente eccezionale, che compete con tanti nomi più blasonati all’estero. D’altronde fin dal vostro esordio avete avuto una freschezza compositiva veramente invidiabile che è maturata ulteriormente fino a questo ultimo “AM:PM”. Soddisfatti del nuovo CD o avete qualche rimpianto?Siamo decisamente soddisfatti di questo disco, che per certi aspetti è un po la nostra prova del nove. Abbia deciso infatti di concentrarci su noi stessi e di incrementare quella mentalità “DO IT YOURSELF” che negli anni ci ha sempre ripagato di tutte le fatiche. Tutto questo si traduce in tante piccole cose come il passaggio da una Major ad un Indipendente oppure decidere di registrare il disco nel nostro studio a Vicenza, auto produrci grafiche e videoclip, non avere un management e cercare di gestire direttamente la nostra musica.
Parlateci un po’ della vostra storia e di come vi state muovendo adesso: da dove venite, dove siete, dove andate?I Dufresne cominciano a far parlare di se nel 2004 dopo un disco “Atlantic” che mescolava italiano e inglese in un genere come il post-hc ancora poco conosciuto in Italia, da allora tanti concerti anche all’ estero altri due dischi e un recente tour in Russia e Ucraina. Per il futuro spero di poter visitare il Giappone e tornare in Europa, di sicuro faremo un paio di videoclip e quante più date possibili in Italia.
Le vostre principali influenze musicali e i gruppi che vi piacciono di più nel panorama odierno?Ogni uno di noi ha gusti differenti personalmente ultimamente sto ascoltando l’ultimo dei Deftones, Alice in Chains, Circa Survive, Phoenix... Per quanto riguarda i gruppi italiani: Teatro Degli Orrori, Verdena, To Kill, Forty Winks, Vanilla Sky, Linea77, The Secret, Hierophant Slowmotion Apocalypse... ma ce ne sarebbero molti altri che vale la pena citare! Come vere e proprie influenze dobbiamo andare un po’ indietro con gli anni: Refused, At The Drive In, Glassjaw, Deftones, Snapcase, Will Haven, Pantera, In Flames, Nirvana... Siamo cresciuti negli anni 90 quindi la nostra “scuola” appartiene a quel periodo musicale!
E’ difficile fare un certo tipo di musica in Italia?La vera domanda è: “Perchè la gente non riconosce l’arte e la cultura nella musica rock ma definisce artisti e poeti un branco di imbecilli?” ...onestamente non vedo nessun tipo di spazio per la musica “hard” in Italia, e se c’è sei comunque costretto ad interagire con delle persone e dei meccanismi distanti anni luce dal tuo modo di pensare e di vivere. L’Italia ha una storia musicale gloriosa ma il lascito di tutti quei cantautori e poeti che tanto celebriamo non è stato certo raccolto da Pausini e Ramazzotti... Purtroppo cultura e arte non sempre vanno a braccetto con i dati di vendita quindi è logico che in Italia si preferisca un pubblico di dementi senza cervello che invece che ascoltarla la musica la guardano in tv. Le cose comunque succedono sempre per un motivo e se siamo arrivati a questo punto le colpe sono da dividere anche tra chi come noi fa musica. Salire su un palco davanti a tanta gente è una responsabilità. E’ doveroso esprimere un pensiero e portare avanti un credo. Altrimenti è inutile restare in silenzio a lamentarsi.
Come nasce una vostra canzone? Intendo dire, c’è un principale compositore, nasce prima il testo, nasce prima la musica…Avete particolari momenti in cui componete?I Dufresne sono una band in tutto e per tutto quindi si vive insieme e ci si confronta. Alle volte una canzone ti nasce prima in testa, perché magari hai una sensazione e la vuoi suscitare e allora scrivi un riff o una melodia. I testi invece preferisco scriverli dopo la musica perché mi faccio molto influenzare dal colore della canzone o dall’ atmosfera e molto spesso le parole vengono in automatico. Non ce un momento particolare per scrivere o comporre, forse la sera ma semplicemente perché c’è più tempo a disposizione e meno distrazioni.
Come vi rapportate con la dimensione live? Scalpitate per essere sul palco o pensate di essere più a vostro agio in sala prove o in studio?
Lo studio e un esperienza molto interessante e creativa, ma il live e il nostro parco giochi! C’è stato un periodo in cui ero molto stressato e prima di suonare spesso mi veniva mal di testa, devo dire che ultimamente sono molto soddisfatto dei concerti e mi sento molto rilassato e pieno di energia. Sono incazzato per molte cose e suonare dal vivo e uno sfogo e uno scambio di energia positiva.
Una curiosità: come mai avete scelto questo nome per il gruppo (mi sembra derivi dal film “Le Ali della Libertà”)?Nella lista delle domande da non fare questa sicuramente si aggiudica la top 10 :)
Comunque la risposta è molto semplice, Andy Dufresne il personaggio del film “Le ali della liberta” è una figura molto positiva che non si lascia scoraggiare da niente e da nessuno nonostante la sua condizione di carcerato cerca la sua felicità e alla fine la trova. E’ una metafora di come una band Italiana come noi nonostante viva in un paese bigotto e fascista abbia la voglia di proporre qualcosa e di andare avanti con uno spirito positivo per cambiare le cose e migliorare la propria vita.
Raccontateci un aneddoto che ricordate sempre con piacere e uno che invece con rabbia riguardo il vostro gruppo
..
2004 zona industriale, capannone di una fabbrica, caldo, sala prove Dufresne, suona il telefono di Davide, risponde: “Pronto” …all' altro capo del telefono: “Pronto, sono Paolo dei Linea77 ho sentito il vostro disco e mi piace molto ci possiamo trovare a Bologna per parlare?” ....non ce lo saremmo mai aspettati!
Invece per quanto riguarda uno che ricorderemo con rabbia:
...2010 autostrada di Mosca, mezzi addormentati in furgone, notte fonda, una macchina ci fa i fari superandoci a destra, è della polizia e ci intima di accostare. Abbassiamo i finietrini, pila in faccia : “Pass por control!” diamo i passaporti, il nostro driver ucraino scende e comincia a parlare animatamente in russo, dopodiché gli sbirri prendono Luca, Ciube e Matte il nostro fonico e li fanno salire nella volante e una volta dentro cominciano a chiedere: “EURO RUBLES!!”
Dopo un ora decidono di lasciarci andare alleggeriti di un bel po di soldi. E’ queste sarebbero le forze dell ordine? NOI DUFRESNE GLI AUGURIAMO TANTO DOLORE!
In che situazione potreste dire “Ecco, abbiamo sempre sognato arrivare dove siamo ora”?Con i mutui estinti e dei dischi e delle canzoni che ci rendano orgogliosi.
Diteci qualcosa a ruota libera, magari qualcosa a cui tenete particolarmente e che non vi abbiamo chiesto…Ovviamente salutate anche i nostri lettori di OndAlternativa
Grazie ad OndAlternativa per lo spazio e a tutti i lettori! Le radio e le riviste che parlano di rock sono sempre meno quindi mai come ore avete la responsabilità di informare le persone e di documentare la musica in questa pezzo di universo che è l’Italia, continuate a crederci!
Grazie mille Dufresne e personalmente non vedo l’ora di sentirvi dal vivo!!!
Quando vuoi sei il benvenuto!
YO!
Dominik
a cura di meskioun ringraziamento a myriam.
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