Live report
Health + Japandroids @ Circolo degli artisti
25/05/2010, Roma
Concerto ad alto contenuto di decibel questa sera al Circolo degli artisti. Sul palco si alterneranno i canadesi
Japandroids, duo classico chitarra-batteria rigorosamente post-punk dalle venature noise e gli indefinibili californiani
Health.
I primi a salire sul palco sono il duo di Montréal. Band già molto apprezzata e attesa qui a Roma il loro primo album
Post Nothing, oltre a suonare come una procazione verso le derive post di qualsiasi cosa di molto gruppi formatesi negli ultimi anni, è un biglietto da visita che sicuramente desta curiosità non solo negli addetti ai lavori, ma anche nel pubblico. In realtà nel mischione di generi che il gruppo racchiude nella musica che presenta è impossibile leggere qualcosa di post. Anche se l’approccio della band è molto ruvido, garage e a tratti quasi vicino a quel vecchio buono e sano rock’n’roll. I due danno spettacolo di stampo shoegaziano e sprazzi del nervous indie più patinato. Ma che dire, male non sono male. Forse un po’ noiosi sulla lunga distanza. Brani sempre un po’ troppo quadrati, va bene il muro di suono, ma qualcosa di più? Alla fine non suoneranno poco una quarantina di minuti abbondanti forse. Dico forse perché ad un tratto sembravano proprio un’infinità. Consigliati ad amanti del genere con non troppa fantasia.
Veniamo ora ai giovanissimi e americanissimi
Health. Che siano siano dei maledetti “
coatti” californiani non lo si può negare. Petto nudo, cappellini da baseball, movenze tarantolate suoni insormontabili, ma che bombetta! Solidi, potenti e decisi! Già ascoltati live per caso al Pukkelpop in Belgio l’estate scorsa dire che ne fossi rimasta folgorata è dire poco. Presentano oltre i brani del vecchio disco, anche molti brani dal nuovo
Get Color. Alcuni pezzi sono invece sotto una nuova veste riprendendo gli arrangiamente del remix del primo album Health dal titolo
Health/Disco. Finalmente qualcosa di massiccio e nuovo che coniuga in un sol gruppo la techno più dritta e massiccia che vi possa venire in mente, con scariche di grind e metal core, insieme a vagonate di melodia alla Deftones, che dire di più?!
Il loro set è davvero un mix perfettamente strutturato ed eseguito di intrecci storti e quadrati allo stesso tempo. Cambi repentini di tempo e atmosfera, un’esibizione che si destreggia sapientemente in bilico tra dance, noise, atmosfere elettroniche al limite dello psichedelico. Batteria impeccabile, per il resto suoni ultra processati di chitarra e synth. Il basso appare e scopare a seconda della necessità. Visivamente, anche se a qualcuno possono essere sembrati dei bambocci irritanti, fanno il loro dovere. L’emissione di suono è potentissima e l’esecuzione è precisa. Non si fermano un attimo e i 50 minuti di set volano, ma i brani sono esauriti è tempo dell’ultima birra e dopo tutti a casa.
A cura di
Rae
Archivio articoli