
Tracklist:
01 - Epara
02 - Ohj Manu Chao!
03 - Nje Petrit
04 - Ruajta
05 - Shko mbe shpi baby
06 - Vjershet
07 - Nat-dit
08 - Vajte
09 - Shahali
10 - Rrini mire se jam e vemi
ghost-track
*Brigante se mora
Santa Sofia d’Epiro, vi dice nulla? Forse ne avrete già sentito parlare con la recensione de “Spasulati Band” su queste pagine. È un piccolo e fecondo paese dell’entroterra cosentino, dove la cultura meridionale si è fusa alla tradizione arberesh ed è proprio questa amalgama a dar vita alle sonorità ricreate, ricche di vitalità e fascino.
I Peppa Marriti Band, nascono in questa realtà multiculturale ed il loro fine dichiarato è quello di tutelare attraverso la musica, la lingua e la cultura delle minoranze italo-albanesi, presenti nel Sud-Italia da più di cinque secoli.
Questa volta, rispetto alla produzione sentita fino ad ora e proveniente da questo piccolo centro, il genere vira verso “l’insolito”: un rock ibrido, dalla musicalità balcanica resa attraverso l’uso del violino, costellato di suoni e arrangiamenti che guardano in realtà, più al folk che al rock. Ciò si rispecchia largamente anche nelle tematiche varie, che vanno dall’emigrazione “E para”,ad argomenti più introspettivi, fino allo sfociare, in alcuni casi, in vere e proprie ballate “Nat-dit”.
Molto più fedele alla tradizione arberesh è sicuramente “Vjershet”,il pezzo migliore del disco. Meno posso dire di “Rrini mire se jam e vemi” che ha una stana somiglianza con un canto popolare tradizionale lucano “Brigante se mora” in cui gli arrangiamenti si sovrappongono e ridondano in una struttura composta da pochi accordi e tanto sangue nelle parole.
Concludendo: “Rockarberesh” si compone di valide idee, rappresentando al meglio un antica cultura linguistica e musicale.