Tracklist:
01. Catch a dream
02. One, two, three star
03. Rainjune
04. In another place
Il viaggio comincia partendo dalla tranquilla Siracusa, luogo di origine dei The Chimps, a bordo di una “The Strokes”, macchina di fabbricazione americana funzionante a indie rock : alte prestazioni. Dalla polverosa Sicilia alla grigia Londra il viaggio sarà lungo ma il gruppo funziona e ognuno svolge il suo ruolo egregiamente. Dopo un bel pieno di “Franz Ferdinand” ,combustibile già esistente sul mercato da tempo, la band è pronta per affrontare non solo il pubblico italiano ma anche quello straniero. Le chitarre sembrano subito ben oliate e collaudate e partono a pieni giri fin dalla prima traccia di un viaggio denominato “Road to…”.
La prima traversa che imbocchiamo prende il nome di “Catch a dream”: una strada semplice, lineare, di facile percorrenza che risulterebbe familiare anche ad un neo-patentato. Di semafori ce ne sono ben pochi e la nostra “road” scorre tranquilla e senza intoppi tra arpeggi e sonorità indie che caratterizzeranno tutto il percorso. Mentre l’asfalto scorre sotto le ruote della macchina il gruppo siracusano, per far passare la noia, intona un pezzo pieno di ritmo e incisività: “one, two, three star”.
Una leggera pioggia comincia a cadere dal cielo diventato plumbeo, è la pioggia di note di “Rainjune” che con un arpeggio pieno di colore ed emozione reinventa il cielo con un arcobaleno di sensazioni che sostituiscono la spensieratezza delle precedenti tracce con una chitarra più pensata e meno scontata e una voce molto più calda ed emozionante. Il viaggio volge verso la sua parte finale, di solito triste e piena di lacrimucce, quando nvece con “In another place” l’atmosfera torna a essere quella di festa dove l’indie si mischia al funky per dar vita a una canzone che però non riesce a distaccarsi finendo travolta nel polverone della frenata finale.
Un viaggio è sempre fatto da momenti felici e da momenti tristi, in questo caso i The Chimps possono ritenersi soddisfatti il commento finale sarà :”che figata!!” momenti tristi e stancanti passano in secondo piano rispetto alla forza espressiva di canzoni come “Rainjune”.