Home  ·  Downloads  ·  Forum  ·  Link consigliati  ·  Cerca  ·  Lo Staff

Ultime Recensioni
Love Buzz
A sign on my skin
Sweethead
s/t
The Flare-up!
Whip ´em hard, whip ´em good
The Fire
Abracadabra
Entourage
Prisma
HOD
Serpent
Andre Matos
Mentalize
Annotation Of An Autopsy
The Reign Of Darkness
Retribution Gospel Choir
2
Heavenly
Carpe Diem
Riserva Moac
La musica dei popoli
Le Loup
Family
Witch Hunt
Burning bridges to nowhere

[Le altre recensioni]



DVD
Death SS - Live 2008 I-GOM


Ultime dal Forum
posterConsigliate una band
posterContest Pixies
posterContest In Sane
posterContest Cranberries
posterUna canzone al giorno
posterIndovina la canzone
poster30 GENNAIO 2010 SOL INVICTUS@ TUNNEL , MILANO
Forum ]


Into My Plastic Bones (Words I Do Not Say)



Tracklist:

 
01.  Screwed Finger
02.  A Seagull Stole My Vodka Lemon
03.  Bleeding Beauty
04.  Dichotomy
05.  Oil On Canvas



 

La musica strumentale, molto probabilmente, non è roba per tutti. Bisogna essere capaci di non annoiare ma, anzi, di catturare completamente l’attenzione dell’ascoltatore e trascinarlo nella stessa dimensione di chi suona. Gli Into My Plastic Bones in questo sono dei maestri.

Alla base di “Words I Do Not Say” c’è sicuramente un bagaglio tecnico non indifferente che non sfocia in inutili virtuosismi senza capo né coda ma in 5 brani che trasudano un vero e proprio piacere nel comporli e nel suonarli da parte di Paolo, Leo e Skar (quest’ultimo non più nella band).

Ma oltre alla tecnica, di questo lavoro colpisce senza dubbio il lato psichedelico, “macchiato” ogni tanto da quel prog rock lontano dai virtuosismi di cui sopra.
In tema “psichedelia” la traccia numero 5 la fa da padrona: 12 minuti di un solo riff e rumori vari, a tratti inquietanti. Per quanto mi riguarda è il pezzo più bello e interessante di tutto il demo, per il suo essere così allucinogeno e sperimentale.
Ottime, comunque, tutte le altre tracce, che tra ritmi energici, riff sincopati e distorsioni affondano le loro radici nel rock psichedelico senza però legare gli IMPB ad una singola categoria, visto un altro loro gran pregio: la varietà.

Nel complesso, quindi, un ottimo prodotto che si distingue per tecnica e inventiva e che va gustato con calma, scrollandosi di dosso i pregiudizi verso la musica sperimentale, spesso vista più come sonnifero che come piacere per l’udito.
Bravissimi gli Into My Plastic Bones, ma attenzione: pare che siano alla ricerca di un cantante. Non so quali siano i loro progetti ma non riesco ad immaginare un modo di fare musica come questo se non come è espresso in quest’album. Ma se l’intenzione è quella di sperimentare anche con la voce, utilizzarla come se fosse uno dei rumori di “Oil On Canvas”, allora tanto di cappello.



Aggiunto: 11-10-2007
Recensore: Federica Petruzzi
Voto:
Link Correlati: www.intomyplasticbones.com

  

[ Torna Indice Recensioni ]

Visita il nostro spazio su Myspace  ·  Siti Affiliati  ·  Sala Giochi  ·  Pubblicità  ·  Disclaimer