Tracklist:
01. Dancing with the president
02. Baru baru
03. All the shivers
04. Can’t find
05. Consumers
06. Wrinkles
07. Bagpipes
08. Radio breakdown
Dopo tanti anni dietro gli strumenti, i Bandage riescono a creare un disco ben strutturato e dai suoni accattivanti. “Can’t find” esce per la Peteran Records in un periodo d’oro per l’indie e le sonorità post-grunge, sulle quali la voce di Nicola Di Marzo ricama ballate e pezzi movimentati. I brani sono ben incastrati anche se, navigando tutti su atmosfere abbastanza cupe, rischiano di annoiare. Pierpaolo Chiarelli da dietro le pelli riesce a infondere dinamicità ai pezzi svolgendo un egregio lavoro nella scelta dei groove che, accoppiati alla chitarra di Nicola, sprizzano gocce dal color fumo di Londra.
Fin dal primo pezzo “Dancing with the president”, strumentale, si può apprezzare l’atmosfera indie che viene abbandonata in “Baru Baru” per sonorità più da Pearl Jam. A canzoni calme come “All the shivers” e “Bagpipes” si contrappone “Can’t find” energica e rumorosa al punto giusto per essere classificata in un grunge apprezzabile anche da orecchie ignoranti. Nella parte finale della canzone le sei corde, dopo un arpeggio triste e sconsolato, vengono pompate dalla batteria martellante in un assolo al limite con lo psicadelico.
Ottimo disco, un po’ annacquato avvolte ma che esprime tecnicamente e stilisticamente un genere difficile da trattare senza cadere nello scontato. Bisognerebbe asciugare qua e là le poche sbavature dovute ad un eccessivo dilungarsi su alcune tracce e poi il gruppo sarebbe pronto per volare, direzione? Seattle o Londra ai Bandage l’ardua sentenza.