
Tracklist:
01. The hospital
02. Clouds of fish
03. My neighbour in love
04. Don’t deny
05. Winter time
Jules Not Jude: gruppo bresciano che mi ha piacevolmente colpita con sole cinque tracce.
Dunque, dietro al nome della band, una storia: correva il dolce inglesofilo secolo scorso, e un certo Paul McCartney, un bel mattino (o forse primo pomeriggio, conoscendo le abitudini dei musicisti) si reca a trovare Julian (Jules, per gli amici), figliolo dell’amico John Lennon. Pare che il ragazzo sia scosso, il padre John se l’è da poco battuta con la Yoko, cose che capitano. Di ritorno a casa, Paul si sente profondamente ispirato, e butta giù qualche verso in musica: “hey Jules, don’t make it bad”. Onde evitare di chiamare in causa il ragazzotto, già molto turbato per le fresche vicende familiari, Paul e John decidono di sostituire Jude a Jules (ma si sospetta che il vero motivo della sostituzione di nome sia stata una mera questione di suono.. è evidente che Jude suona decisamente meglio di Jules..).
Cinque brani di brit pop alla Beatles, ma ai Beatles solo ispirati, col grande pregio di aver trovato una propria personalità. Merito di tutto questo va al duo composto da Simone Ferrari e Mirza Sahman, il primo alla voce, chitarra acustica, diamonica e glockenspiel, il secondo alla chitarra acustica ed elettrica, violino e cori. Aggiungiamoci un basso, una batteria, e il gioco è fatto: frizzante brit pop italiano, con influenze beatlesiane ed echi a tutto il meglio brit pop degli anni novanta e duemila (Oasis, Blur, tanto per darvi un’idea). “Clouds of fish” è il primo ep dei Jules Not Jude, ma io non ci trovo difetti, nonostante sia il loro primo lavoro in studio, uscito per la piccola etichetta di Aversa, la Recbedroom.
Suoni puliti e morbidi, sonorità acustiche ma non solo, strumenti particolari a rendere il tutto lievemente psichedelico, spensieratezza, dolce malinconia.. non manca nulla.