Tracklist:
01. Dry queens
02. Then she said
03. Fire in my bones
04. Moonlight Shadows
05. In a red room
06. Catherine walks on the water
07. Anna Lee
08. Junior Bonner
09. White woman
10. Skulls
11. Fear of waking up to find you gone
In uscita finalmente in Italia per Casa Molloy e già pubblicato nel 2008 negli Usa per la Steam Machine Records, “Red Sister” è l’album d’esordio dei Van Cleef Continental, band forse poco conosciuta e apprezzata dalle nostre parti, ma che ha già riscontrato diversi apprezzamenti nel resto del mondo.
Masterizzato a Londra da Ray Staff (David Bowie, Rolling Stones, Led Zeppelin) alla base del disco stanno attitudini dark rock che sembrano quasi nate, un po’ per la voce bassa e profonda dell’ex Bogartz Andrea Van Cleef, un po’ per le contaminazioni elettroniche presenti nel disco, da un ipotetico incontro fra Nick Cave e i Depeche Mode.
A partire dalla cover di Mike Oldfield, “Moonlight shadows”, che verrà pubblicata come primo singolo, i Van Cleef Continental propongono undici brani tutti figli di influenze e contaminazioni differenti che, fondendosi insieme, danno vita ad un album variegato e di forte impatto. Da “Dry queens”, brano che apre le danze con il suo rock melodico ammaliante, alla tiratissima “Fire in my bones”, dove voce maschile e femminile si intrecciano scatenandosi su violente spinte di chitarre e batteria, per passare alle influenze folk di “In a red room”, ogni brano sembra voler raccontare una storia a sé. Si passa con semplicità infatti da atmosfere rock anni ottanta (“Junior Bonner”) a ballad del calibro di “Skulls”, costruite su basi di elettronica. Insomma, questo “Red Sister” si profila come un album ricco di sfaccettature, straripante di ottime idee.
Peccato solo che in Italia non venga dato il dovuto spazio a questa band che di talento (provare per credere), ne ha da vendere.
Non lasciatevelo scappare!