Tracklist:
01. Bootleggers blues
02. You drink too much
03. Nobody knows but me
04. Busy bootin'
05. Lullaby of the leaves
06. Me, myself & I
07. Doggone my soul!
08. Lovesick blues
09. Mr. ambulance man
10. You may leave
11. I wanna go back to my little grass shack
12. I Wish I could shimmy like my sister Kate
13. You must come in at the Door
14. *Bonus Track* Good old wagon (live)
Esordio con i fiocchi per la band milanese Veronica & The Red Wine Serenaders che se ne esce con il primo omonimo disco stuzzicando l’appetito dei nostalgici con sonorità country blues dall’altri tempi.
Facendo leva su strumenti acustici come kazoo, ukulele, chitarra e banjo, Veronica Sbergia e Max De Bernardi si sono dedicati a questo progetto regalandogli forma e vita e riscuotendo a livello internazionale una larga scala di apprezzamenti. E non sarà di certo difficile comprenderne le ragioni: a partire dall’attacco in perfetto stile country blues anni ’60 con “Bootleggers Blues” sarà impossibile infatti non lasciarsi trascinare dalle melodie dei quattordici brani che vanno a comporre il disco. Da atmosfere anni ’30 (“You drink too much”, “Lovesick Blues”, “Mr. Ambulance Man”), per passare a dolci e romantiche ballate da chiaro di luna (“Lullaby of the leale”) e grintosi episodi blues che rievocano fruscii di lunghe gonne e tacchi che si agitano sulla pista da ballo (“You must come in at the door”); tutto sembra perfettamente studiato per permetterci un delizioso salto nel tempo. Sono anni, quelli in cui siamo trascinati, che risplendono brillanti in tutta la loro energia e dai quali prendono spunto Veronica & The Red Wine Serenaders andando a ricercare proprio lì le maggiori influenze (non a caso il disco va a concludersi con un bell’omaggio alla regina del blues, Bessie Smith) senza, però, lasciarsi a loro volta condizionare. Nonostante i vari personaggi che ne hanno influenzato la nascita, il disco risplende di una sfavillante luce propria.
Un album che mette in luce le enormi potenzialità dei Veronica & The Red Wine Serenaders e che, ci auguriamo, non resti un episodio isolato.
Fareste una pazzia a lasciarveli scappare.