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Blind Guardian (At the edge of time)

Tracklist:

01. Sacred worlds
02. Tanelorn (into the void)
03. Road of no release
04. Ride into obsesion
05. Curse my name
06. Valkyries
07. Control the divine
08. War of thrones (piano version)
09. A voice in the dark
10. Wheel of time


Un album dei Blind è sempre un'esperienza per i sensi. Qualcosa che rimane a prescindere dai gusti o dai paragoni con i fasti del passato. 'At The Edge Of Time' è stilisticamente pregno di tutto ci che ha caratterizzato la produzione dei bardi, dagli esordi sino a 'A Night At The Opera'.  Con forti riferimenti alle orchestrazioni di 'Nightfall..' così come allo speed metal dei tempi di 'Somewhere Far Beyond', questo disco è un riuscito mix tra tradizione e innovazione. Una scelta che finisce col consegnare alla storia un lavoro che di sicuro non toccherà le vette di gradimento dei sopra citati predecessori, ma che altrettanto sicuramente non lascerà a bocca asciutta vecchi e nuovi fans.

Il disco si apre con 'Sacred Worlds', brano già lanciato in passato in quanto colonna sonora di un videogame e che viene qui riproposto con la sola differenza di una reale e notevole arricchimento orchestrale. Una vera perla che apre il disco nel migliore dei modi. 'Tanelorn' possiede un tiro più speed e diretto. Un brano power in vecchio stile ma eseguito con la consapevolezza di oggi. La velocità si ferma solo di fronte a un ritornello corale e ricco di pathos. Il disco prosegue con un brano tranquillo e dalle venature tipicamente "blindiane". 'Road Of No Release' è uno dei brani più vari e intensi presenti nel disco. Meno immediato ma comunque degno della collocazione tra i primi tre brani di questo disco. 'Ride Into Obsession' possiede tutto: velocità, parti corali immediate ed elaborate, un Hansi che torna a urlare come non si sentiva da tempo e un notevole impatto generale. Un brano che non avrebbe sfigurato negli album degli anni '90, anche per pathos e chitarre oltremodo genuine.
'Curse My Name' Ë un brano semiacustico dalla forte impronta medievale. Ritornello corale e tempo incalzante, questo brano toglierà la ragnatela dalle orecchie dei vecchi fans, facendogli riassaporare la magia di una volta e riportando la loro mente indietro di una decina d'anni. 'Valkyries' scorre sorniona su un tappeto orchestrale tutt'altro che pomposo e arriva al ritornello esplodendo in un coro sontuoso e gradevole. Un brano di pregevole fattura il cui pathos si dissolve nei rumori di una pioggia leggera. A qualcuno di voi ricorderà qualcosa. 'Control The Divine' è uno dei brani meno scontati e al tempo stesso più maturi dell'intera produzione dei bardi di Krefeld. Tuttavia non mi sento di poter bocciare una sola nota di questa canzone. Il fatto che abbia bisogno di più di un ascolto per entrare nell'orecchio dell'ascoltatore non deve certo togliere valore al brano, nè significare che questo sia bello o brutto. A voi la decisione.  Qui presente nella versione col pianoforte (il brano è contenuto nel primo singolo 'A Voice In The Dark'), 'War Of Thrones' è una ballad molto immediata ed emozionante. Nulla di eccezionale dato che fatto salvo che per l'ultima parte del brano si tratta di un brano fortemente ispirato dalla tradizione americana. Aspetto di cui una band come i Blind Guardian potrebbe tranquillamente fare a meno. Arriviamo dunque al singolo che introduce questo disco 'A Voice In The Dark'. Un brano che ricorda le cavalcate di 'Goodbye My Friends' e che possiede tutte le caratteristiche di un classico della band. Un brano davvero potente che non mancherà di entusiasmare i fans e di portarli al delirio in sede live.
Che dire poi di 'Wheel Of Time'? Se vi siete entusiasmati per 'And Then There Was Silence' finirete con l'innamorarvi anche stavolta. Qui il brano è molto orientaleggiante e caratterizzato da venature orchestrali e cambi di tempo che portano l'ascoltatore ai brividi. L0intera band qui si sbizzarrisce pompando l'ultra collaudata formula stilistica a livelli mai sentiti.


Una nota a parte vorrei dedicarla all'altro inedito che troverete contenuto nel singolo 'A Voice In The Dark'. Trattasi di 'You Are The Voice', brano anch'esso fortemente ìAmerican orientedî ma tuttavia incalzante, immediato e coinvolgente. Un intermezzo di uno strumento a fiato che ricorda la cornamusa riporta momentaneamente, per stile e composizione, alla tradizione della band. Per il resto una ruffiana composizione meritevole di comparire in un greatest hits dei Queen. Un brano irresistibile di quelli da cantare abbracciati in coro allo stadio. Va preso per quello che Ë: una chicca che vuole proporre a margine del singolo un esperimento, e che pertanto non deve farvi storcere il naso.



Aggiunto: 27-07-2010
Recensore: Mario Dessalvi
Voto:
Link Correlati: www.blind-guardian.com

  

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