Tracklist:
1) American Idiot
2) Jesus of Suburbia
3) Holiday
4) Boulevard of Broken Dreams
5) Are We the Waiting
6) St.Jimmy
7) Give me Novacaine
8) She's a Rebel
9) Extraordinary Girl
10) Letterbomb
11) Wake me up When September Ends
12) Homecoming
13) Whatsername
Dopo quattro anni dal loro ultimo album "Warning" ecco ritornare i Green Day
con "American Idiot", ultimo lavoro di una band che e' entrata nella storia
della musica.
Se siete rimasti a "Dookie" il disco piu' famoso dei Green Day che nel '94 fece
impazzire tutto il mondo be', troverete un bel po' di differenza con questo nuovo
album.
Eh gia', sono passati 10 anni e tre album dall'uscita di Basket Case e When I Come Around, e
in questo periodo il sound dei Green Day e' cambiato.
Vi dico subito che il disco (che e' sicuramente migliore di Warning), e' rivolto ad un pubblico
ampio, non solo ai vecchi fan dei Green Day.
Il disco, come ho gia' detto, si intitola American Idiot, e indovinate a chi e' riferito?
Ma certo a lui, a George W. Bush.
I Green Day non sono mai stati politicizzati, ma sono da sempre stati contrari alla politica di Bush.
Gia' lo scorso anno la band (tramite il sito dei fan) fece partire, purtroppo inutilmente una
raccolta di firme per impedire la guerra in Iraq.
Ma parliamo della musica.
Si parte subito con la canzone omonima all'album, che parla dell'influenza dei mass media sugli americani.
Il sound e' inconfondibile: e' quello tipico dei Green Day.
Anche se e' stata scelta come singolo, questa canzone non rappresenta bene tutto cio' che e' presente nel disco.
Infatti la seconda canzone "Jesus of Suburbia", secondo me straordinaria, e' gia' radicalmente differente
dalla prima. Dura 9 minuti ed e' molto complessa e piena di cambi di ritmo. Il risultato e',
come e' stato scherzosamente dichiarato da Billie Joe, "un'opera punk-rock". Tra l'altro in questo pezzo
per la prima volta in assoluto e' presente un pianoforte, strumento mai utilizzato dai Green Day.
Seguono due canzoni che possiamo definire lente, ma di grande effetto: "Boulevard of Broken Dreams",
e la bellissima "Are We the Waiting". E' proprio con questi pezzi che ci accorgiamo di quanto sono cambiati
e maturati i Green Day.
C'e' poi "St.Jimmy", da un ritmo veloce, punk.
Da questo punto in poi si alternano canzoni malinconiche e pezzi dal tipico sound alla Green Day.
Con "She's a Rebel", "Letterbomb" e "Homecoming" sembra di tornare ai tempi di Nimrod: ritmo incalzante,
chitarre distorte, e tanto basso e batteria. "Homecoming" sembra composta da molti pezzi riuniti in una sola canzone di piu' di 9 minuti.
Le canzoni "malinconiche" sono: "Give me Novocaine", "Extraordinari Girl", dal sapore spagnoleggiante, molto particolare,
la struggente e strappalacrime "Wake me up When September Ends" e "What's Her Name".
Insomma i Green Day si
dimostrano anche grandi romanticoni ;-).
Nel complesso considero American Idiot un album ottimo: molto vario, composto da canzoni di alto livello, piace da subito.
Non ci resta che aspettare il tour europeo dei Green Day e ammirarli mentre suonano live.
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