Tracklist :
01. Sweet
Smiling Stars
02. Crawling At The Bottom
03. Seven
04. Overrule
05. Gaping Wound
06. Hoggish
07. Ever Increasing
08. Primal
09. My Time
10. Suicide Note Pt. 1 (Tribute To Dimebag Darrel)
È indubbiamente strano trovarsi a parlare bene di un
prodotto nonostante questi sia inscrivibile in un contesto che non risulta di proprio gradimento, ma è
altrettanto fuor di dubbio che una simile evenienza metta alla prova la nostra
imparzialità e ci aiuti a liberarci di pregiudizi e valutazioni preconcette:
nulla è più importante che sapersi collocare sempre in una posizione distinta e
separata che consenta di avere una valutazione distaccata e non influenzata
dalle masse. Nello specifico mi trovo nuovamente innanzi ad un disco nu-metal
ma, nonostante l’insofferenza che ho maturato negli anni nei confronti di
questo genere, mi vedo costretto, per rispettare i miei ideali di imparzialità in
ogni giudizio, ad ammettere di avere per
le mani un prodotto di discreta fattura. Il debut album dei lombardi Sown è
infatti un lavoro decisamente valido che propone una formazione che riesce a
dare un’intelligente uso del doppio cantato, su un platter prevalentemente
basato sull’uso/abuso di mid-tempo, croce e delizia del nu-metal. Sembra
ironico trovarsi oggi a parlare di old school del nu-metal, grammaticalmente
una simile espressione costituisce anche un ossimoro, ma le sonorità a cui un
disco simile rimanda sono proprio quelle delle band appartenenti alla prima
ondata di suddetto genere: troviamo quindi un cantato che occasionalmente
strizza l’occhio alle liriche di Jonathan Davis (a volte addirittura all’ultimo
Cobain), chitarre piacevolmente effettate senza comunque mai raggiunger livelli
“korniani”, sfuriate che ricordano uno dei più sottovalutati gruppi della prima
generazione quali i One Minute Silente, momenti melodici in stile vecchi
Deftones e una ricerca di istrionismo di matrice Soad. Il tutto concluso con un
valido tributo al compianto Dime con la fedele rilettura di “Suicidal Note pt.1”,
i più attenti avranno notato infatti che avevamo già precedentemente incontrato
i Sown nel disco commemorativo per Dime ad opera di band emergenti italiane
intitolato “This Love”. Un buon mix per un disco fresco e piacevole, nonostante
sembri palesemente retrodato di almeno dieci anni; un lavoro che si lascia
ascoltare volentieri, se fosse uscito nel 94 avrei gridato al capolavoro.