Shandon – Il Segreto

L’operazione nostalgia che tanto sembra andare in voga negli ultimi tempi nei confronti di certe sonorità tipiche degli anni ‘90 non poteva non contagiare anche loro che in quegli anni erano una vera istituzione dello ska punk made in Italy. Loro sono gli Shandon, di ritorno dopo un lungo periodo di latitanza dalle scene musicali, conseguente ad uno scioglimento tra il 2004 e il 2012 dopo del quale non avevano ancora pubblicato nessun album di inediti se non un disco di cover nel 2016, Back On Board. Spetta a Il Segretodunque rompere il silenzio di questi lunghi anni e far tornare gli Shandon agli albori per riprendere un discorso che avevano interrotto.

E sembra quasi che il tempo si sia congelato sui primi anni zero per loro (anche se della formazione iniziale non sono rimasti che Olly e Max). Le dodici trace che compongono il disco, però, non sono solo una rassegna nostalgica in stile revival, ma sono anche un tributo collettivo verso un genere che in Italia ha visto la sua età aurea proprio in quegli anni.

Sembra allora di essere tornati agli anni del liceo e delle manifestazioni studentesche, con lo stesso spirito spensierato e il piglio infervorito che non cede di un grammo. Questo rende il disco convincente e mai risultato di una forzatura espressiva. L’aspetto corale è reso anche dalla presenza di un ricchissimo parterre di ospiti che cosparge il disco fin dalla prima irruente traccia, “Chissenefrega” con il feauring dei Punkreas.  La scaletta prosegue poi con la pop punk ballad de “Il vuoto non basta” con Divi dei Ministri, singolo estratto per anticipare l’uscita del disco. Ma sono presenti anche le mirabili collaborazioni con Eva Poles (dei Prozc+ ) in “Bambola”; di Kg Man nella ballereccia “Independence Day” in stile dub reggae; o anche di  Metius degli STP e Andrea Rock in “Punk Rock Show”, tributo punk rock carico di citazioni che vanno tra gli altri dai The Ruts, passando per i Sonic Youth e The Clash. Tripudio ska-punk, invece, in “Nazional Popolare” con Dava dei Vallanzaska e in “Sangue e lava”, che vede la partecipazione di Seby dei Derozer.

Bella la chiusa acustica affidata a “Il meglio” (una delle poche tracce senza featuring), che apre uno spiraglio di speranza posizionandosi in maniera specularmente opposta alla denuncia del laissez-fairemenefreghista della traccia opener “Chissenefrega”.

Disco godibile soprattutto ai vecchi giovani della generazione passata, che rispecchia un tipo di realtà anche attuale ma la guarda da lontano con lo stesso sguardo disincantato di allora. La nuova generazione di oggi si avvale di altri linguaggi, questo è vero, ma fa sempre bene ascoltare i racconti di battaglia di chi ha vissuto in un tempo passato (e forse non troppo).

 

Tracklist:

  1. Chissenefrega (feat. Punkreas)
  2. Il Vuoto Non Basta (feat. Divi)
  3. Bambola (feat. Eva Poles)
  4. Independence Day (feat. Kg Man)
  5. Uomo Nero
  6. Sangue e Lava (feat. Seby)
  7. Il Segreto (Granchio)
  8. Nazional Popolare (feat. Dava)
  9. Calavera (feat. Cacao Mental)
  10. Boom (fear. Joe Perrino)
  11. Punk Rock Show (feat. Metius, Andrea Rock)
  12. Il Meglio

 

A cura di: Francesca Mastracci

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