Someday – Una giornata breve

Sei tracce, sei racconti che narrano vite incastrate in giornate brevi, in bilico fra quello che è stato ieri e quello che potrebbe essere domani. Sei capitoli che tracciano un percorso di riflessione sulla caducità del tempo e l’incertezza delle possibilità, tra la velata malinconia e una smaccata consapevolezza del sentirsi esistere. Questo è, in summa, il condensato del nuovo lavoro dei torinesi Someday. Uscito lo scorso dicembre, Una giornata breve, è il secondo album della band di Collegno realizzato con la mirabile produzione artistica di Cristiano Lo Mele (dei Perturbazione).

I brani, nella loro variegata essenza, sono il risultato di una ricerca sonora che mescola senza mai strafare scintille dance anni ‘80, venature prog con substrati di rock alternativo mai troppo invadente e scorci su retrovie new wave.

Il disco si snoda su andirivieni di momenti più luminosi e ritmati a momenti intrisi di atmosfere più cupe ed essenziali. Partendo già dal poppeggiante e danzereccio brano apripista, “Weekend”, che sul finale si abbandona a virate new wave immediatamente riallacciabili al mood del secondo pezzo, “Principi e Principesse”. Tra le sintetizzazioni progressive onnipresenti, si fanno strada bei riffoni elettrici di chitarra (come ad esempio nell’outro di “Sentire”) e  i cadenzati gruove portanti di batteria che sono sempre lì a sagomare i pezzi, emergendo a tratti in modo più preminente (“Quello che Mancava”). Presenti anche note di una delicatezza sospesa dove la melodia si fonde ad una tristezza dal sapore agrodolce, come in “Sentire” (traccia in cui si riscontra altisonante lo zampino à la Perturbazione).

Infine, un bel disco, veloce, dall’ascolto piacevole e strutturalmente composito ed eterogeneo, ma il tanto che basta per essere percepito a tutti gli effetti come un unicuum suddiviso in sei pezzi.

 

Tracklist:

  1. Weekend
  2. Principi e Principesse
  3. Quello che mancava
  4. Altre vite
  5. Bambino + caffè
  6. Sentire

 

A cura di: Francesca Mastracci

 

7.0

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