Stolen Apple – Trenches

Se vuoi cantare in inglese – ed essere credibile nonché competitivo nel mercato discografico internazionale (e non) – la pronuncia e la fluidità vocale devono essere impeccabili. Il confronto con Band inglesi o americane “doc” è – altrimenti – perso in partenza.

Anche se le sonorità strumentali possono in qualche modo avvicinarsi alle intenzioni migliori ed avere influenze “american_british” nelle corde, la Voce assume troppo un ruolo determinante, non passa per niente inosservata. La “pasta” ed il timbro potrebbbero anche ricordare un certo “Lou Reed Sound”, ma l’intonazione (con una pronuncia) non sempre ottimale, fa cadere ogni bellezza.
Peccato, perché nei dodici brani che compongono questo Album, si avverte una certa urgenza di comunicare “qualcosa” da parte degli STOLEN APPLE, da Firenze: Riccardo Dugini (voce e chitarre), Luca Petrarchi (voce, chitarre, mellotron, organo e synth), Massimiliano Zatini (voce, basso e armonica), Alessandro Pagani (voce, batteria, piano e percussioni).
In questo album d‘esordio “Trenches”, manca la “messa a fuoco collettiva”: l’obiettivo è fisso (fare Musica), ma le inquadrature sono ancora sfocate e poco nitide. L’effetto finale non è solido, né preciso. Sembra tutto approssimativo, un’inutile e pericolosa emulazione di personali influenze musicali.

Fare Musica (e saperla suonare bene) è una scelta di vita, è un Mestiere, un’Arte tutt’altro che facile. Impegno, sensibilità, dedizione, passione, sudore, tempo, umiltà, curiosità, emozioni, “pezzi” di vita da condividere. Non è un Mestiere adatto a tutti.

01.Red line
02. Green dawn
03. Fields of stone
04.Pavement
05. Falling grace
06. Living on saturday
07. Mystery Town
08. Something in my days
09. More skin
10. Day dream
11. Sold Out
12. In the twilight

a cura di: Laura & Max – Mindthesound!

5.0

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