Intervista a La Methamorfosi

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?

Ciao, noi siamo La Methamorfosi.

La band si è formata nel 2016 a Udine grazie alla conoscenza reciproca di alcuni componenti di due rock band locali ormai sciolte (Tapir Gets Angry e Jar of Bones), che in passato avevano ottenuto discreti riscontri in Italia con un repertorio in inglese.

I componenti sono Michele (voce), Matteo (chitarra), Piero (basso) e Joe (batteria).

Il nuovo progetto – da cui deriva anche la scelta del nome – è partito dall’esigenza di fare musica rock a respiro internazionale con testi in italiano, una sfida che riteniamo non facile da portare avanti ma comunque molto stimolante.

In Italia negli ultimi anni la musica “suonata” e “cantata” sta segnando il passo a favore di pseudo-artisti che parlano davanti ad un microfono accompagnati da basi registrate, noi non ci stiamo a queste regole di mercato e ci rivolgiamo a chi vuole sentire un gruppo che suona e che canta dal vivo pezzi inediti con grinta!

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?

Suoniamo un rock alternativo molto energico e contaminato da influenze stoner, doom e psichedeliche, con riferimenti anche ai classici del rock; ognuno di noi è stato influenzato da molti artisti diversi, in genere quello che ci accomuna è la passione per i suoni rock del rock alternativo americano degli ultimi decenni, dal post-punk dei Black Flag, Fugazi e Quicksand, alla scena di Seattle (Temple of the Dog, Soundgarden, Alice in Chains, Mad Season), allo desert-rock dei Monster Magnet, Fu Manchu e i primi Queen of the Stone Age.

Negli ultimi anni è uscito veramente poco di interessante, sinceramente non mi viene in mente nulla degno di nota tranne il nuovo album dei Tool “Fear Inoculum” che stiamo cominciando ad ascoltare in questi giorni.

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato? 

“Guai” è il frutto di 2 anni di lavoro in sala prove e di due sessioni in studio (presso i Black Mirros Studios di Udine) a distanza di 1 anno l’una dall’altra; il risultato sono 11 canzoni inedite nelle quali abbiamo messo tutto noi stessi in termini di composizione, arrangiamenti e lavoro sui testi in italiano, che parlano di disagio, errori, insicurezze ma anche di ribellione e voglia di dire no ad un modello di società che mette sul piedistallo figure senza spessore e vuote di contenuti.   

Alla fine abbiamo messo tutto nelle sapienti mani del fonico Luigi del Missier che ha mixato i brani arrivando ad una qualità finale che è andata oltre le nostre stesse aspettative.

Il lavoro è stato recensito da numerose riviste del settore ottenendo sempre commenti più che positivi, cosa di cui andiamo molto orgogliosi; è possibile ascoltare “Guai” su Spotify oppure scaricarlo da Itunes o Applemusic.

Dall’album abbiamo tratto i video “Guai” e “SP”, quest’ultimo (prodotto da Fabio Tesi) ha raggiunto su Youtube 125.000 visualizzazioni e ci sta facendo conoscere in tutta Italia.

Da poco abbiamo realizzato anche il sito ufficiale della band (www.lamethamorfosi.com).  

4)Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perchè?

Non è bello fare nomi ma ritengo che la scelta dell’industria musicale italiana di attingere quasi esclusivamente ai talent-show televisivi per reclutare ragazzi sempre più giovani e acerbi, impedendogli di fatto di crescere attraverso la gavetta nei locali, abbia creato dei piccoli mostri vittime della loro stessa fama, condannati a durare solo lo spazio di una stagione.

Sarebbe bello che la gente anziché sedersi davanti la TV ricominciasse ad andare ai concerti dal vivo anche nei piccoli locali, per dare modo ai veri talenti di emergere con le loro forze grazie alla qualità della proposta musicale e non del televoto. 

5)Progetti per il futuro?

Per la promozione del nostro album “Guai” abbiamo da poco avviato una collaborazione con l’Agenzia Lunatik di Gian Paolo Giabini, persona di grande esperienza che ci sta dispensando consigli molto utili dal momento che il nostro disco è una autoproduzione.

Allo stesso tempo stiamo per avviare una collaborazione con un importante agenzia di booking a livello nazionale, dal momento che vogliamo suonare la nostra musica un po’ in tutta Italia.

Per conoscere le date dei concerti potete seguirci su Facebook o Instagram, e mi raccomando continuate ad ascoltare “La Methamorfosi” su Spotify!

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