Seed’n’Feed – Modulo 25

Era l’autunno del 2003 quando Modulo 25, terzo album in studio dei toscani Seed’n’Feed, vedeva per la prima volta la luce. Uscito inizialmente per Agitato Records e successivamente rimasterizzato e ristampato da Inconsapevole Records (etichetta fondata dagli stessi membri dei Seed), l’album viene considerato ancora oggi come uno dei capitoli migliori (se non comunque il più fortunato in termini di distribuzione) all’interno della discografia di questa band originaria di Viareggio, che si è fatta conoscere grazie ai suoi buoni venti anni di militanza  nel panorama punkrock-hardcore nazionale tra il 1994 e il 2012, anno in cui presero la decisione di sciogliersi anche se poi nel 2014 avrebbero donato alle stampe 20 Years of Faith, Luck and Disgrace, raccolta di vecchi pezzi mai pubblicati prima, inediti e vari riarrangiamenti che segnò il loro definitivo commiato dalla scena.

Per quanto riguarda Modulo 25, ciò che principalmente lo caratterizza rispetto al resto della loro produzione è il fatto che si tratta del loro primo disco interamente cantato in italiano dall’inizio alla fine. Anche se, e di questo probabilmente ne sono stati consapevoli anche loro stessi (come si può notare dai continui successivi ritorni alla lingua albionica), il cantato di Lorenzo Dinelli raggiunge un grado di espressività maggiormente convincente in inglese. Musicalmente il disco rappresentò per certi aspetti una svolta nella loro carriera, smussando gli impeti hardcore delle prime prove attraverso la presenza di melodie in alcuni tratti più rockeggianti e meno hard. Sì, ma neanche troppo. Ci avrebbe pensato Una Lunga Notte qualche anno dopo (2011) a compiere lo stacco commerciale verso sonorità pop dal sapore emo.

Modulo 25, in effetti, continua a mantenere i volumi alti e i ritmi accelerati tipici di quella che è stata, negli anni, una costante ritmica nel sound della band, nella quale ascoltiamo fondersi assieme una rabbia prepotente piena di carica esplosiva ed un velo di malinconia sempre presente nel loro sottotesto sonoro.

Il disco si apre con “Intro”, tappeto strumentale con snodi simil post-rock che funge da ottima anticamera per “Mi pento”, uno dei singoli più convincenti della tracklist, con riff mordaci e drumming poderoso. Il resto della tracklist si articola lungo andirivieni che alternano all’interno degli stessi pezzi parti melodiche con ritornelli a presa diretta a parti più acuminate in cui si risente chiaramente l’impostazione hardcore (come nella titletrack, o in “Inesplosa”, con i loro riff ficcanti ma con ritornelli che entrano immediatamente in testa). Questo doppio registro talvolta si sbilancia maggiormente  verso l’aspetto più smaccatamente da rock ballad, come in “Satelliti” o “Desiderio” (un minuto e mezzo di sospensione acustica con arpeggi di chitarra coronati alla voce ovattata e calda di Lorenzo) o anche nella conclusiva “Stella Cecilia” (chiusa particolarmente bella in cui sembra tornare mutatis mutandisagli scenari post dell’inizio). Ma, non ci si adagia mai con i Seed’N’Feed e la risposta per un contro-bilanciamento più granitico giunge con pezzi come “Rosso Arancio”, “Acquaforte d’Autunno”, “Luce guida” (con i suoi rullanti che partono in picchiata tutto d’un fiato).

Infine, la cosa più bella di Modulo 25è che oggi, a distanza di 17 anni, resta ancora un disco altamente convincente che non ha perso un grammo di lustro. Non risulta invecchiato o oltremodo ridondante e questa, a nostro avviso, è la caratteristica che fa davvero la differenza nella definizione artistica di un disco: la sua atemporalità.

 

Tracklist:

  1. Intro
  2. Mi pento
  3. Inesplosa
  4. Modulo 25
  5. Acquaforte d’autunno
  6. Tracce sulla sabbia
  7. Satelliti
  8. Foto sbiadite
  9. Capsula 23
  10. Rosso arancio
  11. Desiderio
  12. Luce guida
  13. Stella Cecilia

 

A cura di: Francesca Mastracci

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