Belle & Sebastian – Days of the Bagnold Summer

I Belle & Sebastianriescono a mettere poesia anche nei dischi che non sono fatti semplicemente per il loro pubblico, ma persino quando devono far nascere opere a servizio di altro.

In questo caso “l’altro” è un film.

Days Of The Bagnold Summer è infatti il nuovo album della band scozzese sì, ma prima di tutto è una colonna sonora, quella dell’omonimo primo lungometraggio dell’esordiente Simon Bird, ma soprattutto, quindi, la colonna sonora della storia di Daniel, adolescente fan dell’Heavy Metal e della sua relazione complicata, come da copione per qualsiasi ragazzino in quella fase della vita, con la madre, con la quale si trova a dover passare, suo malgrado, un’intera estate.

Nel seguire l’intreccio di queste due vite i Belle & Sebastiansi trovano a dover riscoprire un po’ i “se stessi” passati e ritirare fuori certe atmosfere cullanti tipiche dei loro dischi di qualche anno fa, che tanto ce li avevano fatti amare e portare in palmo di mano, da bravi indie malinconici, ma pur sempre amanti della qualità, quali siamo stati e in fondo sempre saremo.

Questo ritorno alle origini è sì relativo in generale alle sonorità di fondo di quest’ultimo lavoro, ma trova il modo di essere anche molto concreto laddove proprio uno degli episodi migliori del disco, Safety Valve, risale, come creazione e scrittura, addirittura a circa 25 anni fa, quando la band era ad uno stadio appena embrionale. O ancora nella rivisitazione dei brani I know where the summer goese Get me away from here I’m dying, già facenti parte di due lavori passati della band, rispettivamente del 1998 e del 1996.

Se però una e una sola traccia dovesse essere scelta per far capire ad un esterno cosa sia alla fine dei conti Days Of The Bagnold Summer si tratterebbe certo di Sister Buddha. Preceduta da un’intro strumentale con lo stesso nome in apertura di disco, la catchy n.11 è l’emanazione del “tema cinematografico” perfetto: aperta, avvolgente, incalzante, iperespressiva, il tipico pezzo che se non fosse già legato ad un film, ne possiederebbe comunque uno per ciascuna delle menti degli ascoltatori che dovessero imbattersi nella sua riproduzione.

In conclusione ci troviamo, con quest’ultima fatica in studio di Murdoch e soci, di fronte ad un lavoro decisamente piacevole, ben confezionato e sicuramente pensato per il prodotto artistico assieme al quale è nato.

Resta giusto qualche perplessità se si parla in termini di personalità complessiva dell’album e di quanto sia realmente la voglia della band di riportare il cuore dei propri fan ai capitoli più antichi della loro storia senza per questo cadere in un troppo semplice déjà vu.

Tracklist:

  1. Sister Buddah (Intro)
  2. I Know Where The Summer Goes
  3. Did The Day Go Just Like You Want
  4. Jill Pole
  5. I’ll Keep It Inside
  6. Safety Valve
  7. The Colour’s Gonna Run
  8. Another Day, Another Night
  9. Get Me Away From Here I’m Dying
  10. Wait and See What The Day Holds
  11. Sister Buddah
  12. This Letter
  13. We Were Never Glorious

 

A cura di: Daniela Raffaldi

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