Brightr – Two Sides

C’è sempre qualcosa di magico in una chitarra acustica e una voce. Sarà probabilmente il rapporto intimo con il legno e le corde, oppure la facilità con cui è possibile portare la propria musica fisicamente in ogni luogo raggiungibile, e suonarla nel modo più spoglio e allo stesso tempo sofisticato. Non serve nemmeno un microfono, basta chiudere gli occhi e lasciare che l’anima si culli tra arpeggi e parole.

Se ami la musica più di ogni altra cosa, sicuramente nella tua discografia hai un disco con una chitarra e una voce che ti fa tremare il cuore. Se è Pink Moon di Nick Drake sai cosa intendo..

Sto scrivendo una recensione di Brightr e credo se la prenderebbe se sapesse che non ho ancora accennato al titolo del suo nuovo EP Two Sides.

Quando un musicista presenta un disco fatto di sola voce e chitarra c’è ben poco da dire, se i loro cuori pulsano insieme non ti resta che arrenderti all’ascolto

Devi solo lasciare che gli intrecci sonori entrino nella tua anima, e più profondamente li lasci entrare più evocativa sarà l’esperienza, è come entrare nel rifugio segreto dell’autore, che ha lasciato la porta aperta, e un piccolo spiraglio di luce nel silenzio della notte é un invito a scoprire uel posto nascosto a tutti gli altri, che non hanno la sensibilità di capire il dolore.

L’artista inglese ti assorbe fin da New Year nel suo solitario, triste mondo. Anche se nei suoi testi il riferimento a se stesso è continuo, non è celebrazione egoica ma solo il desiderio di condivisione delle proprie emozioni più fragili.

Suonando divinamente una chitarra morbida ed elegante, con la stessa devozione di un asceta in ritiro spirituale, Brightr cura ogni canzone alla ricerca di una sintesi perfetta ma sempre umana, esponendo la propria tristezza e il proprio dolore con immenso coraggio. Un coraggio artistico che forse nella vita diventa rassegnazione, come quando vivi in una città dura e ti rendi conto che per lei i tuoi sentimenti sono appena rilevanti, ma alla fine ti ci abitui a vivere nonostante i muri che ti separano dalle persone, restando solo e con le tue paure.

Allora confessarle in una canzone queste paure, diventa un atto di coraggio, per l’eroe più debole della Storia Umana: il cantautore. Un disco bello, intenso e dal tocco delicato, triste e ricco di speranze, un disco a due lati, come quelli della città attraversata da un fiume. Un disco che sarebbe perfetto se non avesse quell’intervento maniacale dell’ingegneria del suono che toglie ogni difetto, ogni ronzio e ogni inclinazione della voce. Nessuna vibrazione di una corda rozza, nessun ambiente che prosegue nei silenzi. Nessun errore. Peccato. Da ascoltare in una insonne notte estiva.

 

Tracklist:

  1. New Year
  2. Mark Stromg
  3. Jerk
  4. V
  5. Bleach Sour
  6. Bergerac

 

A cura di: Fabio Federico Gallarati

8.0

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