Dead Bars – Regulars

Non per fare tristissimi giochi di parole non richiesti, ma quando c’è lo zampino di Jack Endino dietro una nuova uscita, ci si può sempre aspettare un lavoro degno della produzione artistica che porta. Non che i Dead Bars non fossero meritevoli prima di incontrare Endino, sia chiaro, ma il suo apporto dal punto di vista sonoro è stato il passo che serviva alla band per fare il vero salto di qualità nel mercato discografico.

Originari di Seattle, la band capitanata da John Maiello si era fatta notare nel 2014 nella scena punk-rock americana con un EP  omonimo a cui era seguito nel 2017, dopo una bella gavetta sui palchi, il primo disco in full-length Dream Gig.

Il nuovo disco, Regulars, uscito in Italia lo scorso maggio per l’etichetta No Reason Records, riprende l’immediatezza grunge e l’attitudine punk del disco precedente ma ne ridefinisce i contorni, dando vita ad un suono più pulito ma non per questo meno incisivo e stringente. Le undici tracce che compongono la tracklist sono un conglomerato di energia mordace con drumming prepotenti e  riff distorti di chitarra (probabilmente gran parte del valore aggiunto che si trova in questo disco è proprio il risultato del lavoro svolto sulle  sei corde). La sezione ritmica è controbilanciata da un buon apparato melodico con ritornelli super catchy e singalong dal sapore radiofonico, i quali però non addolciscono mai troppo il mood generale della band.

I pezzi si inanellano uno dopo l’altro dando l’aspetto di un lavoro coeso ed omogeneo: ogni traccia, infatti, inizia proprio nel punto esatto in cui la precedente si era conclusa, senza strappi, richiamandosi ciclicamente e ripresentando modulazioni intertestuali nella stesura ritmica. Semplice e minimale per certi aspetti, ma molto d’effetto sia dal punto di vista sonoro che nel songwriting, incentrato sul tema della regolarità, come d’altronde rivela il titolo, e cioè sulle piccole grandi cose che avvengono nella vita normale di tutti i giorni, sulle chiacchiere da bar, sui rapporti con le persone e conoscenti con cui ci troviamo a confrontarci in maniera più o meno distratta. Niente di epico ed eclatante, questo sì, ma nel marasma della ricerca sfrenata al sensazionalismo in ogni campo, una tale “regolarità” è davvero il pregio più grande del disco.

Infine, un disco genuino, che suona bene e si fa ascoltare con piacere. Godetevi questa regolarità ancora per poco, cari Dead Bars, perché presto mi sa proprio che vi vedremo fare il giro del mondo sui palchi.

 

Tracklist:

1. Freaks
2. I’m A Regular
3. Pink Drink
4. Producto Toxico
5. Time Takes Away
6. Rain
7. Lucky
8. No Tattoos
9. I Need You
10. Another Day
11. You Never Left

 

A cura di: Francesca Mastracci

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