Esce oggi Misery Made Me, ultimo album dei Silverstein

Dopo i singoli killer “Die Alone” e “Ultraviolet”, i Silverstein pubblicano il loro attesissimo nuovo album “Misery Made Me” oggi venerdì 6 maggio.

Poche band al loro 22esimo anno sulla scena potrebbero affermare di essere poco differenti dagli esordi tanto quanto questi paladini del punk.

L’uscita del loro decimo album in studio, Misery Made Me, vede il gruppo salire a bordo delle vette che hanno raggiunto negli ultimi anni; il loro album precedente (A Beautiful Place To Drown del 2020) ha aggiunto milioni di stream al totale già cospicuo della loro carriera ed ha ottenuto una nomination come Rock Album Of The Year agli stimati Juno Awards.

Nel dare vita a Misery Made Me, i Silverstein hanno continuato a sfruttare il loro impatto. Immergendosi nelle nuove tecnologie come TikTok, Discord, NFT, il metaverse e Twitch (anche tenendo sessioni di scrittura pubblica con i fan su quest’ultimo) durante la sua stesura, la band ha confermato una capacità unica di adattarsi e connettersi a tutti i cicli della loro carriera.

È interessante notare che, in mezzo a tutta la positività e la connettività iniettate nella sua creazione, il risultato è un oscuro insieme di temi, come potrebbe suggerire il titolo dell’album. Ispirato agli ultimi due anni, Misery Made Me è una rappresentazione dei Silverstein – e del mondo in generale – tumulto collettivo, frustrazione e ansia.

“Volevo esplorare il significato di ‘Misery’ come tema principale dell’album”, afferma il cantante Shane Told. “Nonostante le montagne scalate e i massi spinti negli ultimi anni, ci siamo trovati di fronte al peso e alla miseria di rimanere relativamente nello stesso posto per un lungo periodo di tempo. Trovare la pace nella realtà di questa miseria è diventato importante. L’album riguarda l’accettazione di una nuova realtà e l’adattamento ad essa”.

Alla fine, Misery Made Me vede la band che cerca di affrontare le sfide sempre peggiori del nostro mondo moderno: angoscia, distruzione e dissociazione. È un disco che è un prodotto del momento in cui è stato creato ma non sembra che sia destinato a breve scadenza, poiché molti dei suoi argomenti di solitudine, ansia e isolamento sono eterne lotte umane.

Esemplificato dall’inno di apertura “Our Song”, Misery Made Me è in parte l’accettazione delle miserie personali della band e in parte la dichiarazione che non saranno seppellite. Alla fine del disco si trova “Live Like This” (ft. Nothing,nowhere.) che probabilmente ha il testo più cupo e inquietante di tutti: “Non voglio morire, ma non posso vivere così”.

I singoli “It’s Over” e “Ultraviolet” si immergono più a fondo in questa sensazione di disperazione, descrivendo l’assoluta impotenza di perdere il controllo a causa dell’ansia.

“‘It’s Over’ parla della spirale che porta alla rinuncia”, condivide il chitarrista Paul Marc Rousseau. “Quelle ore piene di ansia in cui non riesci a sentire nient’altro che il basso e costante crescendo di panico che alla fine diventa così intenso che i polpastrelli perdono la sensibilità. È impossibile non sentirsi così ma non ha senso sopportare oltre. Non ho imparato nulla dal sentirmi in quel modo. Volevo solo che smettesse”.

“‘Ultraviolet’ riguarda il sentirsi impotenti e sotto il controllo delle sostanze chimiche nel cervello”, aggiunge. “La luce ultravioletta stessa, essendo invisibile, sembrava il modo giusto per descrivere questa nozione. Perdersi in questa cosa invisibile. I raggi UV provocano anche danni fisici alla nostra pelle, quindi servono come una sorta di “prova” che qualcosa di invisibile come l’ansia può farci male”.

Pieno di momenti di energia incessante che tornano alle loro radici hardcore (‘Die Alone’ ft. Andrew Neufeld), a momenti visionari di musica post-hardcore (‘The Altar / Mary’), Misery Made Me rafforza lo status di Silverstein come tedofori della scena su tutti i fronti.

È sia intrigante che stimolante che una band – che avrebbe potuto semplicemente riposarsi sull’imponente eredità che ha già edificato – continui a scavare in profondità e trovare l’ispirazione per raggiungere le persone in modi nuovi e significativi. Misery Made Me è una campagna imperniata sulla riflessione e sulla gratitudine dei Silverstein per le loro radici, l’onore dei loro primi fan e il loro fermo desiderio di esplorare modi lungimiranti e avventurosi per connettersi con quelli nuovi.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *