Fever 333 – Wrong Generation

Sono trascorsi pochi mesi dall’evento che ha segnato irrimediabilmente la storia degli Stati Uniti e, conseguentemente, del mondo intero: era in 25 maggio, nel pieno di una crisi pandemica in atto su scala internazionale, quando l’afroamericano George Floyd veniva ucciso da un poliziotto bianco a Minneapolis perché ritenuto ingiustamente e senza prove definitive reo di un crimine che non aveva mai commesso. Il fatto venne filmato e fece immediatamente il giro del mondo, risvegliando coscienze da troppo tempo assopite sulla questione raziale e spingendo all’organizzazione spontanea di movimenti di protesta che si unirono sotto il nome di Black Lives Matter.

Jason Aalon Butler, frontman dei Fever 333, trascorse 13 giorni sulle strade di Los Angeles marciando in rivolta per una causa in cui aveva da sempre creduto e che ha nutrito il suo attivismo artistico fin dagli albori: la giustizia sociale. Wrong Generation è, pertanto, il frutto di quei giorni vissuti nel caos dei tafferugli ed è una fotografia in musica volta a documentare tutto il fervore e la necessità di rivalsa provati durante i cortei e gli scontri. Del fatto che la loro musica fosse prima di tutto attivismo, i Fever 333 ne avevano dato prova già nei dischi precedenti (di cui parliamo anche nell’articolo https://www.ondalternativa.it/fever-333-strenght-numb333rs/), e non accennano certo ad allentare la presa neanche dopo quest’ultimo lavoro.

Musicalmente, la band si conferma ancora una volta essere tra i migliori esponenti di crossover, creando un tipo di sonorità dove ogni genere acquista maggiore rilievo grazie al rapporto con gli altri che vengono impiegati. È un flusso che scorre impetuoso ed irruento passando vorticosamente, ma con naturalezza, da un genere all’altro attraversando le otto tracce che compongono l’EP. Già a partire dalla traccia opener, “Bite Back” (primo singolo estratto per anticipare il disco) si registrano effluvi di incandescenza hardcore, tra il drumming potente di Mr Aric Improta (fuoriclasse indiscusso delle bacchette) e i riff mordaci e taglienti delle chitarre di Stephen Harrison che si fondono insieme alla perfezione per condire la rabbia nella voce di Butler. Si prosegue poi con il beat incalzante di “Block Is On Fire”, rap-metal con inflessioni hip-hop (come sarà poi anche “Supremacy”, altro brano estratto). La title track, invece, è la rielaborazione in chiave più anthemica e brutale che mai di un campionamento del pezzo “Carry It” di Ttavis Barker, con lo slogan “You fucked with the wrong generation” ripetuto come un mantra per tutta la sua durata. Stessa potenza violenta e guerillera anche per “U Wanted a Fight” e “For The Record” (che esplode incredibilmente, animata dal feat con Walter Delgado dei Rotting Out). Inaspettata, poco prima della chiusa, la carezza lenta e soave del piano-voce di “The Last Time”.

Composizione impeccabile e scrittura incisiva per un album diretto, potente, figlio di un’urgenza espressiva che trascende il tempo e lo spazio ma che pure si lega indissolubilmente alle istanze specifiche di questo momento storico. Un altro tassello che costituisce la loro riconoscibilità artistica e lo spessore personale del collettivo che stanno animando. Una bomba!

 

Tracklist:

  1. BITE BACK
  2. BLOCK IS ON FIRE
  3. WRONG GENERATION
  4. U WANTED A FIGHT
  5. WALK THROUGH THE FIRE
  6. FOR THE RECORD (ft. Walter Delgado)
  7. LAST TIME
  8. SUPREMACY

 

A cura di: Francesca Mastracci

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