Intervista ai Alba Caduca

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?
Ciao, siamo gli Alba Caduca, una band di quattro personaggi che vengono dalla pedemontana friulana: un ingegnere, un insegnante precario, un’informatica e un orologiaio uniti dalla passione per la musica… non per nulla sono quasi vent’anni che suoniamo assieme.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?
Domanda alla quale è impossibile rispondere. Scegliere un artista solo è ardua per quattro persone musicalmente onnivore come noi. Sicuramente una cosa che ci accomuna sono le radici piantate negli anni 80/90, ma come detto, gli ascolti poi spaziano nel tempo e attraverso i generi. MMhh.. negli ultimi 5 anni.. sicuramente è piaciuto a tutti l’ultimo degli A Perfect Circle, poi singolarmente potremmo nominare i Deproducers, Sam Fender, gli O.R.K., l’ultimo dei Massimo Volume.

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Semplicemente suonando in sala prove. Diversamente dall’ultimo disco “Uomo nuovo”, Nigredo è sicuramente un disco più sanguigno, diretto, e immediato, nato e cresciuto suonando tutti assieme senza troppi ripensamenti o lunghe elaborazioni. Il disco tratta di argomenti sociali quali il cinismo distruttivo, la misoginia, il consumismo sfrenato e l’emarginazione degli ultimi, ma lascia spazio anche a viaggi introspettivi. Nigredo non è altro che un ritorno alla terra sia come approccio che come composizione, fase fondamentale per resettare tutto e percorrere altre strade. La nostra particolarità è sempre stata quella di non precluderci niente, infatti i nostri lavori si sono sempre basati sul nostro gusto senza star dietro a mode o a ritornelli venduti al diavolo.

4)Quale é l’artista piu’ sopravvalutato e quello piu’ sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?
Già è difficile definire “scena italiana”.. come sopravvalutati vediamo tutti questi ragazzini che escono dai talent e altro non sono che merce per lo spettacolo.. presi, portati in alto come esempi e poi buttati, riciclati subito dopo. Sottovalutati? Bè potremmo dire che sottovalutati potremmo essere noi.. sai devi capire che noi siamo gente di provincia anzi, di confine e per questo sempre al margine “dell’impero”, come altri validissimi gruppi che ci circondano.

5)Progetti per il futuro?
Nell’immediato promuovere questo disco sui palchi. Tutto il lavoro in studio per noi ha senso solo nell’ottica del live. Siamo perfettamente consci che quello che facciamo non è di tendenza, ma ci piace sbattere la testa contro il muro.. abbiamo la testa dura… e quindi continueremo a fare quel cazzo che ci pare finchè avremo qualcosa da dire.

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