Intervista Cry Excess

CRY EXCESS

Nuovo disco, due tour invernali (Giappone e Russia) e tante cose da dire. I torinesi Cry Excess
viaggiano spediti per la loro strada, crescendo in termini qualitative e di visibilità mediatica.

Andiamo quindi a conoscerli meglio in questa intervista.


Parto ponendovi la domanda che ho inserito nella parte introduttiva della mia recensione:
come si è evoluto il metalcore negli ultimi anni?

Dal nostro punto di vista è un genere abbastanza statico, ciò che facciamo noi nella fattispecie può
rientrare solo in parte nel metalcore quindi anche da questo punto di vista è abbastanza difficile
giudicare. Sicuramente crediamo che quello che sta succedendo sia una distinzione sempre più netta
tra “puristi” e band che cercano di innovarsi portando nel genere influenze esterne.


In Rete si leggono diverse opinioni sul vostro stile, chi vi vede inclini al deathcore, chi
semplicemente usa la parola core e chi, come il sottoscritto, vi pone invece nel calderone
metalcore. Giusto quindi chiedervi quale sia a vostro avviso la giusta collocazione per una
band come la vostra? Il fatto di aver ricevuto feedback così vari non rischia di confondere le
idee all’ascoltatore a vostro avviso?

Noi siamo noi stessi. Sicuramente facciamo metal. Nei nostri testi si fanno largo sempre le tematiche
a fondo positivo e motivazionale, cosa non tanto appartenente al genere deathcore. Preferiamo non
essere catalogabili ed essere lontani da una scena che non riteniamo nostra e da quel genere di
ascoltatore che giudica la musica in base a “etichette” e preconcetti.

Siete una band decisamente moderna, che a mio avviso ha saputo unire varie correnti
stilistiche, dal mood cafone degli Attila alla voglia di sperimentazione di Miss May I e Bring Me
The Horizon. Siete soliti ascoltare parecchia musica?!

Quali generi e quali artisti hanno
catturato la vostra attenzione nel momento in cui bisognava fare sul serio con il nuovo disco?
Sì, ascoltiamo parecchia musica e siamo sempre aperti a nuove influenze. Tendenzialmente ognuno
di noi ascolta musica parecchio diversa, quindi questo porta al momento della composizione a essere
liberi da schemi compositivi predefiniti e dai classici “standard” anche solo auto imposti.


“Ambition is the shit”. Un titolo che la dice lunga e che credo abbia un significato particolare.
Ce lo volete spiegare?

“Ambition is the shit” non è solo il titolo dell’album ma il nostro credo, uno status mentale sotto il quale
ci stiamo evolvendo. Pensiamo che l’ambizione sia la chiave per il successo e tutte le tematiche
trattate nel disco poggiano su questa base.


Come detto da molti il piatto forte rimane il concept del disco, una sorta di critica generale
verso haters e una scena – quella italiana – spesso ferma. Cosa vi ha spinto in questa
direzione e come è stato lavorare su testi così schierati?

Siamo una band che gira il mondo da 4 anni, abbiamo avuto modo di confrontarci con altre culture,
fan di ogni tipo e scene musicali mondiali, ma ogni volta che torniamo a “Casa” notiamo quanto la
scena sia statica e quanto l’invidia la faccia da padrona. Parliamo di gente che quando si accorge che
l’odio non funziona comincia a raccontare palle inventate dal nulla. Il messaggio non è solo per gli
“Haters” ma va a chiunque sia nella nostra condizione, è un modo di porsi, vivere la quotidianità e di
reagire a quello che la vita ti mette davanti.


Nel vostro disco non manca nulla: muro sonoro degno di nota, elettronica, stravolgimenti
ritmici e vocali. Ci spiegate come sono nate le canzoni di “Ambition is the shit”?

Con tanto lavoro, dedizione e sforzi. Ci siamo messi duramente alla prova sia in termini tecnici che
emotivi/compositivi.


L’elettronica in particolare sembra ormai un elemento stabile all’interno del vostro sound.
Avete lavorato in maniera differente rispetto al passato in fatto di songwriting per introdurre
queste parti?

No, nell’effettivo è il nostro sesto elemento ed’è fondamentale per riuscire a trasmettere all ascoltatore
il giusto mood e riuscire a comunicare all’ascoltatore ciò che vogliamo dire nel pezzo.


Vocalmente ho apprezzato parecchio gli sforzi fatti per rendere la proposta meno
monotematica. Per un cantante abituato a usare appieno lo screamo quanto è stato complesso
aprirsi ad altre soluzioni vocali?

Le vocals sono state per la prima volta suddivise fra Jaxon e Brian in maniera quasi equa, con Jaxon
che curava tutte le parti scream/growl/rap e Brian invece i puliti. La grande versatilità di Brian e le sue
doti canore hanno fatto il resto.


Tour giapponese concluso e attualmente se non erro siete nell’Est Europa. Come vanno le
cose da quelle parti sul fronte live?! C’è un abisso tra uno show in Italia e uno giapponese ad
esempio?

Non c’è paragone. Il Giappone è stato una grande sorpresa, era la prima volta per noi la e ci siamo
presentati da headliner (cosa non facile). Gli show sono stati frequentati da parecchia gente con due
sold-out a Tokyo e Osaka. L’etichetta locale (Romantic Nobita Records) ha lavorato alla grande per
noi, garantendoci un tour a costo zero dove la promozione e il ritorno d’immagine che abbiamo avuto
è stato davvero rilevante. Per quando la Russia e l’Est Europa era il decimo tour per noi, ma il primo
da headliner. Abbiamo viaggiato con due grandi band italiane (As Mercy Comes e Burden Is Burning)
e 6 shows su 8 sono stati fenomenali. Abbiamo inoltre conosciuto nuovi amici, allargato il nostro
fanbase e siamo davvero rimasti molto contenti dell’affluenza delle persone ai nostri live. Fa effetto
vedere un locale pieno e i biglietti all’ingresso con la tua faccia stampata sopra a 6.000 km da casa.
Il paragone con l’Italia non può esistere.


A quando un tour europeo/US?

Stiamo lavorando per andare in tour in America questa estate con la nostra etichetta statunitense
(Luxor Records), ma non sappiamo esattamente ancora quando torneremo.

Sul fronte visivo avete pubblicato finora un lyric video, a quando un videoclip ufficiale?

Il videoclip ufficiale della nostra canzone “The public enemy” può essere visto a questo link: http://
youtu.be/CULJEYS9xUg.

I cinque dischi che state divorando al momento?

Heart Of A Coward “Severance”

Falling In Reverse “Just like you”

Memphis May Fire “Unconditional love”

Bring Me The Horizon “Sempiternal”

Papa Roach “F.E.A.R.”

Un saluto ai lettori di Ondalternativa?

Grazie a voi per averci ospitato quest’oggi, abbiamo apprezzato davvero tanto il vostro interesse e le
vostre domande. Grazie dello spazio che ci avete concesso. Un saluto dai Cry Excess.

ntervista a cura di Di Golem

 

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