Intervista a Dropkick Murphys

In occasione del ritorno in Italia dei Dropkick Murphys per il loro concerto all’Alcatraz di Milano il 17 febbraio, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il batterista storico  della band, Matt Kelly. All’attivo ormai dalla metà degli anni Novanta, la band celtic punk di Quincy (Boston) è conosciuta in tutto il mondo per il sound carico ed energetico che da sempre li caratterizza, ma anche per l’impegno politico e civile in cui è immerso il loro progetto.

 

Ciao ragazzi, prima di tutto grazie per l’intervista e bentornati in Italia.

Ciao Francesca, grazie e grazie per l’intervista!

 

Sembra che vipiaccia mettere sempre una tappa inaliana nelle vostre date del tour Europeo. Quante volte siete giàstatiqui?

Sì,a quanto pare abbiamo iniziato ad avere un certo seguito a partire daBologna, e poi si è diffuso tutto da lì. Ci riteniamo fortunati ad essere così popolari in Italia. Non so quante volte siamo stati in Italia ma è dal 1997 con Agnostic Frontche continuiamo a tornarci.

 

Ricordo che qualche anno fa, a Roma, sietestaticostrettiadinterrompere lo spettacolo a causa ditafferugliprovocatidal movimento radicale di destra CasaPound. Come ricordi l’evento?

Beh, sono entrati e hanno lanciato bombole di gas lacrmogeno, picchiando un gruppo di persone. Erano una trentina. Abbiamo lasciato il palco e poi con grande orrore del promotore locale e dello staff del club, siamo tornati sul palco come uomini e abbiamo finito lo spettacolo. Il gas CS eraterribile da respirare, ma cosa fai? Continua e finisci.

 

Questo è l’atteggiamento giusto! Prendi questa domanda in senso ampio, cosa pensi dell’assettopolitico che il mondo sta assumendo al giorno d’oggi?

È lo stesso che è sempre stato, tranne che la sinistra sta andando troppo a sinistra e la destra sta andando troppo a destra. Le persone sembrano radicalizzarsi e non scendere a compromessi o avere pensieri critici.

 

Perla data inItalia (enel resto d’Europa), condividereteil palco con Frank Turner, un artista con il quale il vostropercorso artistico si è spesso imbattuto. Hai mai considerato l’idea di un feat?

Sì, abbiamo fatto un sacco di tour conFrank Turner. Lui e gliSleeping Souls sono una band fantastica, e ragazzi molto alla manocon cui andare d’accordo e stare bene quando si è in giro sui palchi. Qualche voltaFrank è salito  e hacantato con noi alcune canzoni (in particolare “Worker’s Song”) e Tarrant, il bassista,ancheha suonato con noi in alcune occasioni.

 

Oppure, c’è qualche artista solista / bandcon cui vipiacerebbe lavorare?

Mi piacerebbe che Gerry Cinnamon suonasse con noi lanostra cover della sua canzone “The Bonny”, e mi piacerebbe anche lavorare con i Chieftain. Oltre loro, credo anche I Jackets from Switzerland.

 

La band ha cambiato la sua formazione molte volte nel corso degli anni. Ciò indica che più di un conglomeratodi persone che suonanoinsieme sul palco, voiincarnateun concetto, un ideale. Come descriveresti la sostanza che tiene unita la band che portaquesto nome?

Beh, Ken, Al e io siamo insieme stati nella band dal 1998 – da allora ne abbiamo visti di musicisti alternarsi attorno a noi, ma i ragazzi che sono ora nellabandsono senza dubbio LA formazione definitiva e sono la versione MIGLIORE che labandabbia mai conosciuto.

 

Molte persone associano il nome Dropkick Murphys alla vostracanzone più famosa, “Shipping Up To Boston”, resa celebregrazie al film The Departed. Credete sia un peso per voi?

Penso che sia un peccato che solo una canzone ci definisca per alcune persone. Abbiamo un suono piuttosto diversificato ma quella è la canzone che la gente conosce. Ma non posso certolamentarmi, dato che è una specie di canzone gateway per il resto della nostra musica.

 

Qual è la canzone a cui sei più affezionato e quale definisce maggiormente l’essenza della band?

È difficile rispondere a questa domanda! Non potrei davvero dare una sola canzone … dovrebbe essere forse cinque o sei!

 

Avetegià pubblicato due nuovi singoli per anticiparel’uscita dell’album. Cosa dobbiamo aspettarci?

Sì!I fansembrano averapprezzato molto “Smash Shit Up” e “The Bonny”. Attualmente stiamo ancora scrivendo l’album e abbiamo già registrato molte canzoni, quindi è difficile dire quale direzione prenderà.

 

Aspetteremo con molto piacere di ascoltare il nuovo album allora. Grazie ancora Matt!

Grazie millea voi!

 

A cura di: Francesca Mastracci

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