Intervista King suffy generator

Dopo aver avuto il privilegio di recensire l’album "The fifth state" dei King suffy generator, ho avuto anche la fortunatissima occasione di intervistare la band.

Leggendo queste righe possiamo conoscere più da vicino questi ragazzi che, con la loro unicità, la determinazione e la carica che li contraddistingue, ci regalano tanta sincerità e altrettanti sorrisi.

1. Ciao ragazzi!!!
Mi fa davvero piacere potervi intervistare e comincerei con una domanda che si fa largo tra i miei pensieri da un po’, anche se potrebbe sembrare scontata:
Perchè avete deciso di scegliere il termine Suffy per identificare la vostra band, e che cosa
volevate sottolineare?

Dobbiamo essere sinceri? Stiamo ancora aspettando che qualcuno ci dia una spiegazione da usare nelle interviste! Il nome è venuto fuori dal nulla, probabilmente durante un sabato sera particolarmente impegnativo…

2. The fifth state celebra l’uomo non più come protagonista ma come spettatore del cambiamento e vittima della società:
C’è qualcosa in particolare che vi ha portato a formulare questa tesi?

Basta guardarsi intorno per capire che oggigiorno l’uomo occidentale spesso non è in grado di essere l’artefice della società in cui vive perchè ne è una vittima oppure semplice perchè ha perso l’interesse verso essa.
Se questo approccio diventasse ancora più preponderante, il futuro non potrà che essere incerto. E’ comunque giusto non perdere la speranza e lasciarsi andare al pessimismo cosmico, che tra l’altro va molto di moda negli ambienti pseudo alternativi. A livello musicale, in Italia ci sono tantissime realtà (locali, circoli, associazioni, ecc) che hanno deciso di smettere di lamentarsi e di rimboccarsi le maniche, fregandosene del mancato sostegno da parte delle istituzioni. Se la musica underground continua a vivere Ë soprattutto grazie a loro.

3. La scelta di ispirarsi a diversi dipinti per comporre musica è davvero originale:
Cosa vi ha colpito di più delle opere del pittore e scultore Giorgio da Valeggia?

La potenza del colore e delle forme. E’ veramente difficile rimanere impassibili di fronte un’opera del genere! Inoltre, siamo legati a Giorgio da un rapporto di stima e amicizia. La collaborazione è nata in maniera molto naturale e piacevole.

4. Nel 2009 siete stati selezionati nel Circuito Italia Wave a Sesto Fiorentino e vi siete esibiti con artisti del calibro di Mika:
Che cosa vi ha lasciato questa esperienza?

E’ stata sicuramente un’esperienza positiva. C’è da dire che suonare su palchi così grossi è sempre un piacere anche se in realtà si perde quel contatto diretto con il pubblico, che per noi è il fattore che durante i live da la maggiore adrenalina!

5. Una domanda per il nuovo bassista, Francesco Pagano:
C’è un aneddoto che vuoi condividere con noi sul tuo ingresso nella band?

Francesco: La band non mi ha certo scelto per la mia preparazione tecnica, tantomeno per la mia creatività smodata. Penso abbia giocato un ruolo fondamentale la mia innata capacità di recarmi al supermercato e rifornire la sala prove di abbondanti quantità di liquidi a base alcoolica.
Per me è stato molto "naturale" inserirmi nelle dinamiche della band, abbiamo lavorato bene per la registrazione di "The Fifth State" ed ora abbiamo vogliaè di farlo ascoltare in giro. Come spesso accade tutto è nato da un amico in comune che ci ha presentato, io avevo voglia di suonare e a loro mancava il bassista, et voilà, le jeux sont faits.
Più che un aneddoto mi sento di fare una costatazione:i live con i ragazzi sono sempre di livello, molto intensi e divertenti (vero). Inoltre tutti aiutano sempre a caricare e scaricare la strumentazione, nessuno esagera mai coi volumi, il bere non influisce mai sulla velocità dei pezzi, insomma un paradiso…bravi tutti (verosimile)!


6. Vi va di raccontarci una giornata tipo dei King Suffy Generator?
Hai presente la vita delle rockstar di una volta?

Uguale: ci si alza, si va a lavorare, si fanno le pulizie domestiche, si va in sala prove, si esce con gli amici/fidanzate, si va a fare e a sentire concerti. L’ultimo concerto visto? La reunion dei Blur a Milano. Stefano (tastierista/chitarrista/caricatore-scaricatore di strumenti) era felice come un bambino e pare che abbia versato anche qualche lacrima dall’emozione.

7. Che cosa vi ha portato a decidere di registrare l’album in versione strumentale?

Siamo un gruppo strumentale da sempre e non sentiamo la mancanza di un cantante. Si è più liberi di sperimentare e ognuno ha i propri spazi.
Non escludiamo di inserire delle tracce vocali in futuro, ma sicuramente (se lo faremo) dovr‡ avvenire in maniera estremamente naturale e spontanea perchè è così che componiamo. Se dovessimo decidere della nostra musica a tavolino, al primo ascolto risulterebbe subito artificiale e falsa.

8. A quando il prossimo progetto discografico?

L’anno prossimo probabilmente. Stay tuned!

9. Qual è la vostra canzone preferita dell’album?

Se proprio dobbiamo rispondere (è come chiedere ad una madre quale figlio preferisce), sarebbe Derailed Dreams, il brano che apre l’album, perchè contiene tutti i tratti distintivi della nostra musica.

10. E per concludere ho una domanda molto importante:
Perchè le tracce sono solamente sei? Che peccato!!!

Vuol dire che il disco ti è piaciuto allora! Giusto lasciare ancora un po’ d’acquolina in bocca..una mia vecchia prozia diceva sempre che bisogna alzarsi dal tavolo ancora con un po’ di appetito!


11. Grazie per la vostra disponibilità, che ne dite di fare un saluto ai visitatori del sito Ondalternativa?

Grazie a voi e un saluto a tutti i visitatori di Ondalternativa, quindi anche a noi King Suffy!

 

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