La Banda Fratelli – L’Amore e Un Frigo Pieno

Tracklist:

01. In bocca al lupo, Margherita
02. La rivoluzione sessuale
03. Gocce di Chanel
04. Il piatto forte del menù
05. Amerò le tue rughe
06. Nuvole
07. Molto morto
08. Aspettami alzata

"I Goonies" sono un caso abbastanza particolare nella cinematografia recente: un film tutto sommato mediocre ha segnato una intera generazione (quella nata tra gli anni ’80 e i primi anni ’90) con scene che sono ormai parte dell’immaginario comune. I principali antagonisti della storia sono una banda di spietati falsari che raggiungono picchi di rara ferocia incatenando il fratello deforme nello scantinato di un ristorante abbandonato e conservando il cadavere di un agente federale (ovviamente il film e` ambientato negli USA) in una cella frigorifera: una violenza cinematografica degna del Tarantino di "Pulp Fiction" e "Kill Bill". Comunque, il nome della losca cricca e`, appunto, "Banda Fratelli" (o "The Fratellis", nella versione inglese). Questa introduzione si direbbe tanto doverosa quanto inutile, ed in effetti lo e`.

"L’amore e` un frigo pieno", terzo lavoro della band, risponde in pieno alla definizione musicale che danno nella Bio della loro pagina facebook, dove "Qualcuno" li definisce "i nuovi paladini del cantautorato scanzonato", e raramente una definizione si e` rivelata cosi` calzante: i testi delle canzoni sono un misto di riferimenti cinematografici (In bocca al lupo, Margherita), rime discretamente scontate (La rivoluzione sessuale) e storielle surreali (Molto Morto). Visto l’andazzo generale dei vari gruppi/cantautori viene da domandarsi se sia possibile scrivere testi in italiano che lascino da parte la surrealta`.
Le 8 canzoni che compongono il disco comunque, sono 8 storie canticchiate in maniera abbastanza gioiosa su una base che si appoggia molto sulle tastiere, suono preminente insieme al basso, come in "Il piatto forte del menu", che affronta l’amore alla maniera dei Ridillo (ricordate "mangio amore"? spopolava su TMC2 intorno al ’99).

La sensazione che questo disco lascia all’ascolto, nonostante i motivetti tutto sommato accattivanti e le canzoni nel complesso orecchiabili, e` che alla fine tutto torni alla definizione di "scanzonato", pero` forzatamente e senza uno scopo preciso ma solo perche’ se non c’e` qualche rima da filastrocca canticchiata allegramente adagiati su un paio di cori non ci si puo` piu` definire, appunto, scanzonati.


Recensore: Pucc

4.0

Voto 4

Tags

About the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *