La Ragazza Dello Sputnik, fuori il disco d’esordio

È uscito il 26 gennaio Kiku, il disco d’esordio della veronese La Ragazza Dello Sputnik. È un esordio, ma gode di una maturità che lascia il segno.

Kiku de La Ragazza dello Sputnik è il composito caleidoscopio sonoro di Valentina Zanoni e del suo team di produzione, ed è un disco che ha le idee chiare, che sa sorprendere per la varietà di cui si compone e al tempo stesso rassicurare grazie ad una cifra stilistica che, seppur poliedrica, risulta compatta come uno dei tanti Pantoni che l’artista ha utilizzato per il suo immaginario visivo per promuovere gli step che l’hanno portata fino a qui.

Le sue opere passano in scioltezza dall’elettronica, fatta di sfumature che vanno dal trip hop d’oltremanica, all’electro pop più scuro, fino a disegnare trame acustiche, in cui sapienti accenti di batteria, linee di basso solide, e varie declinazioni interpretate ottimamente dalle chitarre, diventano gli ingredienti protagonisti di questo meltin pot sonoro unico nel suo genere.

L’obiettivo de La Ragazza Dello Sputnik e del suo team di produzione è infatti dichiaratamente quello di lasciare spazio, in maniera libera e sperimentale, all’interiorità e alla profondità dell’essere umano, con tutte le sue innumerevoli sfaccettature. In questo senso i testi si uniscono perfettamente alla musica ricercata ed elegante, che fa del suo non risultare mai scontata e sulla ricerca di nuove sonorità il suo punto di forza.

Kiku è uscito il 26 gennaio 2021, per Murato Records distribuito da Costello’s / Artist First ed edito da Costello’s / Osteria Futurista.

Kiku è l’album d’esordio de La Ragazza dello Sputnik, un lavoro eterogeneo in debito con moltissime influenze diverse, ma nello stesso tempo coerente nell’estetica, nel contenuto e nel racconto. Kiku deriva dal giapponese e significa “crisantemo”, che è il fiore raffigurato in copertina; un fiore che in occidente viene comunemente legato al concetto di morte, ma che nella cultura giapponese simboleggia la rinascita.

Il tema di questo lavoro, che si è sviluppato nel corso di tutto il 2020, è proprio il concetto di rinascita, una testimonianza che emerge dai brani contenuti nell’album, che raccontano il desiderio costante e profondo di uscire da situazioni dolorose che ci incatenano nel corso della vita e che hanno agito come ostacoli sul nostro percorso.

L’obiettivo di queste sette canzoni è quello di racchiudere e descrivere con sincerità e senza paura le sensazioni di stasi, di sofferenza, di amara consapevolezza, di rabbia, facendole esplodere in un forte senso e desiderio di rivalsa, su noi stessi, su chi ci ha provocato quegli stati d’animo o sulle cose che ci hanno ferito e reso instabili.

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