Live Report Battles

Battles Live @ Magazzini Generali (Milano)

31 – 03 – 2016

Il trio newyorkese composto da Ian Williams, David Konopka e John Stanier, torna in Italia per tre date a supporto dell’ultimo album uscito per la Warp: La Di Da Di. Suono onomatopeico per un disco interamente strumentale che continua a scavare un solco nell’evoluzione musicale dei Battles.

Il percorso artistico tracciato dai tre li ha portati a cucirsi un abito musicalmente variegato che non li rende di certo appetibili alle masse più disattente ma che li ha portati a sfiorare lo status di band di culto per un numero comunque non esiguo di ascoltatori.

Per lo show di stasera ai Magazzini Generali l’afflusso di pubblico rispecchia tale situazione, un numero nutrito di ammiratori capaci di apprezzare le qualità (se non proprio il genio) dei Battles. I tre newyorkesi sono disposti in linea retta sul palco, al centro domina la batteria di Stanier, mentre Konopka e Williams appaiono e scompaiono tra loop e montagne di strumentazione. Il leit-motiv della serata è semplice quanto progressivamente devastante: Stainer picchia come un ossesso su pelli e piatti senza mai lasciarsi andare a tempi banali, gli altri due a scarnificare e stratificare sonorità. Assistere ad uno spettacolo dei Battles è come prender parte ad un processo distruttivo e costruttivo allo stesso tempo. Partendo da quello che potrebbe sembrare un discostamento definitivo da tutto ciò che potremmo definire come “melodico”, i brani proposti sono cavalcate sonore epiche ed esplosive. Costrutti sapienti che portano i presenti su montagne russe inizialmente “solo” fragorose, in seguito lanciate su picchi sapientemente pilotati.

Visto il supporto all’ultimo album, la selezione dei brani è particolarmente sbilanciata. Da La Di Da Di sono tratte Dot Com, Summer Simmer, FF Bada e The Yabba. Non mancano però episodi che ripercorrono l’intero percorso artistico dei Battles, oltre all’esplosione centrale generata da Atlas, abbiamo potuto ascoltare brani come Futura, HI/LO e B + T.

L’ora e venti di concerto (circa) è di quelle che sembrano non bastare mai, ma che di certo sono talmente potenti da poter mettere d’accordo tutti, compresi quelli che non mancano di storcere il naso ogni qualvolta si avvicinano ad un lavoro in studio dei Battles.

 

A cura di Captain Eloi

 

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