Live Report Belladonna

Live Report Belladonna

Blues House, Milano
26 aprile 2013

La primavera tarda ancora ad arrivare a Milano, ma i Belladonna infiammano la serata a base di rock noir.

Seguo questa band indipendente da diversi anni, ma non mi era capitata occasione di vederli dal vivo.
Arrivo al locale alle 21,30, giusto in tempo per l’apertura dei cancelli, oltre a me ci sono solo un altro paio di fan. Appena varchiamo la soglia, Luana Caraffa e Dani Macchi, rispettivamente cantante e chitarrista del gruppo, ci accolgono calorosamente e si inizia a parlare del più o del meno come se ci si conoscesse da una vita.
Il concerto inizia alle undici passate, su sulle note di “Prospero’s Magic” di Michael Nyman, i Belladonna fanno il loro ingresso sul palco, mentre Luana cita: “Nulla è più anarchico del potere” di Pier Paolo Pasolini, ringrazia gli spettatori presenti, sia quelli che già conoscevanola band, sia quelli che li vedevano lì per la prima volta, magari dopo averci parlato su Facebook (ndr: come il sottoscritto) e presenta i membri della band: Valentina De Iullis, alla tastiera, Tam Scacciati, al basso, Mattia Mari, alla batteria, e Dani Macchi, alla chitarra. Si inizia con un classico targato Belladonna, “Alchemical Romance”, tratto da “The Noir Album”.
Segue “All Is Vanity”, canzone che ha anticipato l’uscita del loro ultimo CD di inediti, “Shooting Dice With God”. Da “Till Death Do Us Part” il pubblico inizia a scaldarsi fino all’energica “Karma Warrior”, primo singolo dell’ultima fatica discografica, ispirata alla figura di Joe Frazier, rivale storico di Mohamed Alì. Luana preannuncia una canzone che da diverso tempo non veniva eseguita live, “My Golden Dawn”, guastata dal fastidioso brusio di sottofondo che ha offuscato l’esibizione. Si riparte con “Foreverland”, una delle loro hit di maggior successo. “Mystical Elysian Love” irrompe con un’improvvisa sferzata rock, mentre Luana canta bendata sul palco per quasi tutta la canzone. Notevole l’ottimo assolo di batteria da parte di Mattia Mari durante "Black Swan".
Segue “I Set My Controls To Overdrive”, pezzo che riscuote immediatamente i favori del pubblico. La prima parte si conclude con “I Feel Life”, canzone il cui messaggio invita a non abbandonare mai i propri sogni e a lottare per poterli far avverare.
Dopo qualche minuto di pausa Luana e Dani rientrano da soli sul palco per eseguire con solo chitarra e voce “I Wanna Be Your God”. Per farci capire meglio come nasce una canzone, il brano viene eseguito senza microfono, mentre Luana chiede al pubblico di avvicinarsi al palco. E’ inutile dire che questa è stata la perla della serata, che ha contribuito a creare un’atmosfera decisamente intima con i presenti. Giungono gli altri componenti della band per la riuscitissima cover di “Sweet Child O’Mine” dei Guns’N’Roses, accompagnata dal pubblico entusiasta che tiene il tempo con le mani e la canta a squarciagola. Segue la nuova “In My Demons’ Name”, che parla di sconfiggere i propri demoni personali.
I Belladonna hanno offerto un’oretta e mezza di puro rock’n’roll senza troppi fronzoli ed orpelli vari. La band ha regalato uno show semplice e diretto, così come semplici e diretti sono i membri della band che, nel giro di pochi minuti, erano già sotto il palco a firmare foto e autografi e a chiacchierare amabilmente con tutti. Per il talento e le capacità si meriterebbero palchi ben più rinomati e sold out a non finire, ma nei loro occhi si vede la soddisfazione di fare ciò che amano veramente e avere un rapporto amicale con i fan. Riguardo al successo, la fama e i soldi?
Citando un famoso stornello romano “Ma che ce frega, ma che ce importa…”

SETLIST:

Alchemical Romance

All Is Vanity

Till Death Do Us Part

My Sweet Nepenthe

Karma Warrior

Beyond The Realms Of Reason

My Golden Dawn

Foreverland

Mystical Elysian Love

Phoenix Rising

Black Swan

I Set My Controls To Overdrive

I Feel Life

ENCORE:

I Wanna Be Your God

Sweet Child O’ Mine

In My Demons’ Name

A cura di Edoardo R. Fiumi

Foto di Barbara Badetti

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