Live Report Destroyer

Destroyer Live @ Biko (Milano)
08 –11 – 2015

E’ il familiare e raccolto circolo Arci Biko a ospitare uno di quelli che si potrebbe definire come “colpi di coda musicali” del 2015. Risulta quindi strano che il locale non sia assiepato. Ma è inutile addentrarci in indagini e prosopopee sui movimenti delle scene musicali a orologeria.
Noi aspettavamo con trepidazione questa serata, una delle due previste a supporto dell’uscita dell’ultimo album “Poison Season” di Destroyer.
Apertura affidata alla canadese Jennifer Castle, cantautrice che rievoca le atmosfere del folk delle origini, quello su cui Dylan aveva costruito i primi dirompenti passi della propria carriera.
Daniel Bejar e soci invadono poi, letteralmente, il palco. Il piccolo rialzo in legno del Biko contiene a stento la formazione composta da 8 elementi. Quasi un obbligo per poter ricreare dal vivo le atmosfere composite di quanto prodotto in studio. E così, chitarre, ottoni, archi, tastiere e base ritmica avvolgono i presenti in modo superbo. Bejar è sofferente e quasi allucinato, pare per essersi beccato un’influenza nei giorni che precedevano l’arrivo in Italia. Alza raramente gli occhi e si rannicchia spesso per prendere fiato e bere dell’acqua. Lo spettacolo non risente minimamente dello stato debilitato del frontman e, se possibile, risplende di una luce ancor più cupa e coinvolgente.
La scaletta è imperniata principalmente sull’ultimo Poison Season (Dream Lover, Forces From Above, Bagkok, tra le altre) e sul precedente, quasi-capolavoro, Kaputt (Chinatown, Savage Night at The Opera, l’omonima Kaputt e Times Square su tutte). Le sonorità di entrambi vibrano di un’energia nuova, più rock rispetto a quanto i dischi ci avessero abituati. Il tutto vestito comunque della solita eleganza che ha contraddistinto il lungo percorso artistico di Bejar.
Concerto intenso dicevamo, che vive di un climax costante, e come tale esaurisce il proprio potenziale in un tempo limitato, complice lo stato di salute del frontman. Durata sotto l’ora e un quarto. Nessun bis. A casa presto ma decisamente felici.

A cura d Captain Eloi

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